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| gli eventi d'arte di Palladio | |||||||||||
| Retrospettiva: Carlo Venafra | |||||||||||
| dal 28 febbraio al 5 marzo 2009 | |||||||||||
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| inaugurazione sabato 28 Febbraio 2009 ore 17.30. Drink. Ingresso libero | |||||||||||
| Torretta Valadier, piazzale di Ponte Milvio. Roma | |||||||||||
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brevi
note critiche ................................................................. |
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I
tagli diagonali che invitano l'occhio ad entrare in profondità
il dinamismo gestuale e l'azione violenta, distruttrice, della grassa
pennellata del Venafra, sono referenti temporali che si pietrificano
sulla superficie. L'autore nega, con pennellate incrociate o con velature
che smorzano e spengono l'ardore irruento del colore, ogni illusione
spaziale.
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E'
il 1962 quando Carlo Venafra, a Londra per un corso di specializzazione
commerciale, inizia la sua attività espositiva. In questa prima
personale espone, tra le altre, St. Paul Cathedral, La guardia della
regina in parata e La nostra casa a Regent Street, opere che in nuce
contengono tutti gli elementi formali caratteristici della successiva
produzione artistica: attenzione al dato reale reso in maniera antinaturalistica,
vigorosa forza espressiva del colore, ambientazione spesso onirica o
fantastica. |
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Nasceranno
con questo spirito 11 Beduino (1987), Caccia al Branco (1990), dipinti
in cui «le sue impressioni e sensazioni» diventano estetica,
consapevole ragione d'essere, un freudiano riversarsi e riconoscersi.
I colori continuano ad accompagnare le sue opere: terre intense come
in Prova di coraggio (1987), in Tempo di bere (1993) o in Agitazione
nel branco (1993); blu, più freddi, dove però le accorte
lumeggiature bianche conferiscono un'aura di struggente poesia come
nella bellissima Risveglio dei pupazzi (1995). Quest'ultimo in particolare
si avvicina all'interessante serie degli Esoterici che l'artista dipinge
tra il 1982 e il 1996 e dove la sua cifra stilistica si accompagna ad
un insieme, a volte immaginario, di temi che richiamano la cultura ebraico-cabalistico
o mitologico¬paganeggiante. Nelle ultime opere il segno si fa più deciso, più duro ed evidenzia un sensibile processo di astrazione dell'immagine che assurge così al ruolo di icona, come nel commovente Fra sogno e realtà (1992) che si può senz'altro considerare un capolavoro assoluto di tutta la produzione del maestro. |
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Questa
retrospettiva vuole rendere omaggio ad un artista, prematuramente
scomparso, che non ha seguito, per scelta e convinzione, le tendenze
del momento. I circa quarant'anni di attività artistica di
Carlo Venafra possono essere stimati un coerente percorso alla ricerca
del mezzo più adatto alla concretizzazione «del piacere,
dell'emozione, dello stile». Consuelo Lollobrigida |
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Decisamente la pittura di Carlo Venafra è di immediata fruizione e di facile lettura. Il suo è un linguaggio piano e squisitamente equilibrato che non ha bisogno di decodificazioni, né di mediazioni critiche. Le sue pennellate decise ed agili, la sua tavolozza densa e pastosa, trasmettono alla tela un senso di dinamicità e allo stesso tempo, di immobilità contemplativa, che proietta la composizione in un clima di instabile appagamento, ma ancor più di attesa. Sembra che Venafra fermi l'immagine in un attimo prima che esploda. I suoi paesaggi, pieni di luce solare, orientale, carichi di mistero, vivono sempre come una serena calma interiore.
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La creatività originale e fantastica di Carlo Venafra si esprime attraverso un cromatismo caldo e palpitante di forte personalità estetica. I suoi colori hanno la dolce voce della poesia. Cantano nel silenzio degli occhi, sempre aperti sulla maestosità del Creato un deserto incantato, nell'immenso dell'immensità.
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| Informazioni | |||||||||||
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