programma attività

gennaio - febbraio 2006
  calendario attività
  palazzi
  ville
  archeologia
  chiese
  mostre a Roma
  itinerari
  curiosità
  incontri d'arte
tr viaggi
  italia
  gioielli del Lazio
  europa
  corsi e incontri
  corsi ed incontri
  contemporanea
  mostre palladio
 
scrivono i Soci di Palladio

La Libera Muratoria
Centro occulto di potere o semplice custode delle antiche tradizioni degli Ordini Cavallereschi?

di Maurilia Rendine

Nonostante siano trascorsi più di trent’anni la parola Massoneria evoca dei ricordi chiaramente scabrosi per l’Italia che, verso la fine degli anni ’70 dello scorso secolo, fu scossa e turbata dalla vicenda legata alla controversa figura di Licio Gelli, Gran Maestro della oscura quanto inquietante Loggia Propaganda 2 (P2). A dispetto di quel fatto la Massoneria “storica” in realtà affonda le proprie origini in un retaggio culturale che parte lontano nel tempo ed è tuttora avvolto nel mistero. Si ipotizza infatti che possa collegarsi ai collegia fabrorum o alle corporazioni di mestiere addirittura della Roma arcaica, sicuramente alle gilde o confraternite medievali di muratori le cui maestranze composte in larga parte da bizantini e italiani, quest’ultimi i famosi magistri comacini, nei principali paesi europei parteciparono alla ripresa delle costruzioni religiose e civili. Può apparire anacronistico, ma sono sopravvissute sino ad oggi, corporazioni di mestiere proprio come quelle dei muratori e dei carpentieri, in Francia e in Germania chiamate rispettivamente compagnonnage e steinmetzen e che, ancora, sono caratterizzate da un apparato simbolico e da leggende di mestiere che evidentemente presentano affinità massoniche. Dato per certo questo retaggio comune la diffusione della Massoneria Moderna così come giunta fino ai nostri giorni, si fa risalire al 24 giugno 1717 festa di S. Giovanni Battista, quando quattro piccole logge londinesi (The Goose and the Gridiron, The Crown, The Apple Tree e The Runnerad Grapes) si riunirono in quella che venne denominata Grande Loggia di Londra il cui primo Gran Maestro fu il gentiluomo Anthony Sayer, data questa che segna il trapasso da una massoneria di mestiere o operativa a una massoneria moderna o speculativa. Nell’Halliwell Manuscript del 1840 (dal nome dello scopritore), si legge che la più antica fonte inglese sulle corporazioni di mestiere risalirebbe a un documento, il Regius Manuscript o Poema Regius del 1390 che consta di 794 versi in rima baciata e in inglese medievale; i primi 57 vv. espongono la storia leggendaria degli inizi in cui la massoneria è geometria arte o scienza d’eccellenza applicata alla muratoria e dove si ricorda che, il primo maestro fu Euclide e patria d’origine l’Egitto, da cui giunse in Inghilterra durante il regno di Atelstano, il primo a darle una costituzione. I vv. da 87 a 496 trattano di normativa e i vv. da 497 a 794 sono un’appendice dal titolo Ars quatuor coronatorum che si occupa della leggenda dei Santi Quattro Coronati (4 forse 5 scalpellini della Pannonia che si rifiutarono di scolpire una statua pagana), del racconto della Torre di Babele, dell’istituzione delle arti liberali da parte di Euclide, dei doveri verso la Chiesa e della regola di condotta dei liberi muratori. In Italia la Massoneria viene fondata in Firenze nel 1734, introdotta naturalmente da gentiluomini inglesi, e primi Gran Maestri furono infatti Henry Fox e Sewallis Shirley. Successivamente cominciarono a partecipare anche nobili e intellettuali italiani e cominciarono anche le prime Bolle papali che osteggiavano una tale diffusione, la prima è del 28 aprile 1738, alla quale seguirono anche una serie numerosa di scomuniche. Successivamente a Roma, sede papale, sempre gentiluomini inglesi di fede stuartista dettero vita a una loggia “giacobita” dal 1734/37 quando dovette sciogliersi per l’intervento del governo pontificio. Nel 1776, il 31 dicembre, riprese con una loggia “scozzese” chiamata L’Amitié a l’Epreuve, nel 1787 un’altra fondata col nome di La Reunion des amis Sincère (sempre di rito scozzese) e nel 1788 alla carica di venerabile venne eletto Charles Abel de Loras, balì dell’Ordine di Malta. Questo evento emblematico suggerisce una breve divagazione, circa le vicende dei due storici ordini monastico militari, quello dei Templari e dei Cavalieri di Malta, che nonostante percorsi separati, hanno finito per incrociarsi nella Massoneria moderna. Infatti non è un caso che condividano il medesimo santo ispiratore, Giovanni, più frequentemente il Battista, sebbene oggi si parli a volte dell’Evangelista. Nel 1099 un frate amalfitano, tale Gerardo Sasso, unitamente ad altri confratelli della cittadina campana, trasformò l’antico Ordine degli Ospitalieri o dei Giovanniti (1023), dal nome dell’ospedale costruito accanto le mura della chiesa di S. Giovanni di Gerusalemme, in un vero e proprio Ordine militare. La definitiva sconfitta cristiana in Terra Santa obbligherà l’ordine a cercare nel corso dei secoli, nuove sedi così che varieranno il nome prima in Cavalieri di Rodi e poi in quello definitivo di Malta. L’Ordine dei Cavalieri del Tempio o Templari, fu fondato dal francese Ugo de Payns unitamente a otto cavalieri suoi connazionali, nel 1118. Di tutti gli antichi Ordini cavallereschi, è quello più ammantato di mistero e la sua storia la più conosciuta nonostante il tentativo di occultarne la memoria mediante lo sterminio fisico dei suoi membri culminata con l’esecuzione capitale dell’ultimo Gran Maestro, Jaques de Moleai (1314). A dispetto del drammatico destino, i pochi sopravvissuti trovarono asilo all’interno di ordini affini, riuscendo a tramandare così storia, cultura, tradizioni, riti e simbolismi del proprio; ciò porta a supporre che alcuni di quei supersiti entrarono a far parte di una corporazione di scalpellini essendo stati i Templari grandi e validi costruttori. E‘ comunque piuttosto evidente, tornando ai giorni nostri, che la Massoneria sia divenuta il soggetto che in assoluto rappresenta l’intero retroterra esoterico della civiltà occidentale e del vicino oriente, una sorta di “sincretismo” culturale e spirituale, in quanto conserva similitudini iniziatiche con il sacerdozio egizio, i misteri eleusini, i pitagorici, gli esseni, le sette gnostiche e zoroastriane, il mitraismo, il druidismo, il sufismo persiano e arabo, la qabbalah ebraica, i catarismo, l’alchimia, l’ermetismo rinascimentale e per finire i Rosa Croce; in sintesi la libera muratoria soggettivamente si richiama a “una tradizione iniziatica trasmessa da uomo a uomo fin da epoche immemorabili” e pertanto è difficilmente collocabile o determinabile, ne tanto meno attribuibile a un singolo uomo o gruppo di uomini. Una storia caratterizzata fortemente dalla diffidenza e dal dubbio popolare, giustificabile in parte, in quanto la libera muratoria è basata su un “segreto” il cui contenuto non è comunicabile ne esprimibile, la cui conoscenza, come si legge nei testi ufficiali, è possibile solo attraverso l’esperienza vissuta dell’iniziazione. Dunque società iniziatica e non società segreta? Si potrebbero scrivere fiumi di parole al proposito e, secondo il mio personale punto di vista, diverrebbero inutili in quanto pregiudizio e scetticismo influenzerebbero in negativo ogni possibile interpretazione. Come scrive Giacomo Casanova nelle sue memorie “il segreto della libera muratoria è inviolabile per sua propria natura, perché il libero muratore che lo conosce, lo conosce soltanto per averlo indovinato. Egli non lo ha appreso da alcuno. L’ha scoperto a forza di frequentare la loggia, di osservare, di ragionare e di dedurre.” In parole semplici rivela che, chi riesce a penetrare il Segreto, non dovrà ne vorrà rivelarlo ad alcuno, nemmeno al suo migliore amico massone, in quanto alla rivelazione del segreto giungerà solo colui (sempre un maschio, le donne non sono ammesse ancora oggi) che sarà stato in grado di decifrare personalmente il mistero, solo così si potrà trarre autentico giovamento. Stabilito che i rituali delle cerimonie d’iniziazione e dei lavori dei muratori sono comunque pubblici e stampati in ogni lingua, allora ci si domanda quale sia lo scopo per cui associarsi. Lo scopo dichiarato e autentico dell’iniziazione muratoria è il perfezionamento spirituale del singolo individuo. Infatti il rituale di iniziazione prevede l’ammissione del candidato all’interno di un Tempio, luogo sacro ispirato a quello di Gerusalemme consacrato al Dio dell’Antico Testamento, che in questo caso è costruito “alla Gloria del Grande Architetto dell’Universo” nomen che sostituisce quello divino, un tempo impronunciabile. Quindi conseguenza di tale primaria finalità è il perfezionamento del singolo che solo in un secondo momento, estenderà tale conoscenza sul duplice piano spirituale/morale, all’intera società considerata come “umana famiglia”. Si apprende così che “l’organizzazione della massoneria si fonda sull’unità di base inderogabile, costituita dalla loggia” dall’antico alto-tedesco laubja, capanna o baracca di boscaioli, da cui pergola o chiosco che a sua volta deriva da fogliame laub. Un gruppo di almeno sette individui strutturati su base gerarchico/funzionale autosufficienti il tanto che basti per lavorare in modo rituale nei tre gradi universalmente riconosciuti di apprendista, compagno d’arte e maestro. La loggia è una “officina” nella quale ammettere nuovi liberi muratori ai quali trasmettere i contenuti iniziatici dei tre gradi nonché di svolgere i rituali propri della massoneria, diretta da un maestro venerabile e da altri dignitari e ufficiali propri della tradizione. Il Tempio è simbolicamente la rappresentazione del cosmo che si estende in lunghezza da occidente a oriente, e in larghezza dal nord al sud e in altezza dallo zenit al nadir. Idealmente orientato nel senso della lunghezza da ovest (porta d’ingresso) a est (trono del maestro venerabile), ai lati interni della porta sono posizionate due colonne J (Jod) e B (Bet), che si ispirano a quelle menzionate nella Bibbia a proposito del Tempio di Salomone. Infatti il libro dei Re ricorda come Hiram l’architetto, fosse un fonditore “dotato di abilità, d’intelligenza e di perizia nell’eseguire qualsiasi lavoro in bronzo”, ma sapeva anche “eseguire qualunque intaglio e creare qualunque opera d’arte”. A Salomone fu segnalato dal re di Tiro, anch’egli di nome Hiram, e costruì due colonne di bronzo posizionandole davanti al vestibolo del Tempio chiamando quella di destra Joachim e quella di sinistra Boaz. La storia di Hiram è più simile alla leggenda, ma è da questa leggenda che prende l’avvio la storia del maestro nella libera muratoria. Il significato del nome, Hiram Abif, è perfezione elevata e nel suo lavoro fu affiancato da tre discepoli che peraltro spinti da bassi istinti, lo torturarono e infine uccisero violentemente perché oltre a pretendere un aumento di paga, volevano estorcergli quello che ritenevano essere il “segreto” della sua arte e della sua vita. Simbolicamente i tre assassini rappresentano ignoranza, menzogna, cupidigia, le caratteristiche peggiori dell’essere umano, quali l’ambizione, il fanatismo e il dogmatismo. Ucciso inutilmente, i tre fecero sparire il corpo e fuggirono. Allora Salomone inviò tre altri maestri a ricercare Hiram, ma invano e poi ancora altri nove che nuovamente fallirono, finché solo dopo sette giorni fu ritrovato, grazie all’individuazione di un ramo di Acacia, che in Egitto è simbolo di resurrezione, soprattutto per il colore giallo che rende riconoscibile la pianta, ovvero la luce che dissolve le tenebre. Il mito della resurrezione simbolica è sottolineata dalla ripetizione del numero tre che denota i livelli nei quali si esprime l’essere umano, materiale psichico e mentale il quale aspira alla fine, di raggiungere un piano più elevato, quello spirituale, il medesimo a cui tende l’iniziato massone. La morte di Hiram diventa riflessione sulla morte che prelude alla rinascita spirituale, tema spesso similmente riscontrato in altre culture, basti pensare al mito egiziano di Horus, quello suméro di Mitra, e naturalmente quello occidentale di Gesù.
Massoni famosi : Mozart, Gerorge Washington, Imp.re Guglielmo1°, Giuseppe Bonaparte, Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi, Francesco Crispi, Ernesto Nathan.

.

Roberto Filippi


 

Italia Mistica - di Maurilia Rendine

leggi gli altri articoli

torna alla home page