< palazzi
....................................................................
< ville
< archeologia
....................................................................
....................................................................
< chiese
< itinerari
....................................................................
< mostre e musei
....................................................................
....................................................................
....................................................................
< curiosità
< incontri e corsi
....................................................................
visite a Roma
< il programma
....................................................................
viaggi
< viaggi in Italia
< viaggi in Europa
....................................................................
< gran tour
....................................................................
incontri & corsi

 

 

palladio turismo culturale dal 1994

..........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................
Il Viminale apre La Chiesa di San Lorenzo in Panisperna
le news di Palladio
 
Ultime da Roma
news # 1 i rinvenimenti dell'Ospedale dell'Addolorata al Laterano
L’Ospedale di San Giovanni è costituito da una serie di edifici costruiti in epoche diverse su un ospedale medioevale sorto a sua volta su preesistenze romane. Qui nella II Regione Augustea vi erano molti edifici pubblici e privati; tra i primi i Castra Equitum singularium, la guardia a cavallo imperiale, e i Castra Peregrinorum, sotto Santo Stefano Rotondo, tra i secondi le grandi domus di Domitia Lucilla, madre di Marco Aurelio, e dei fratelli Quintili proprietari anche della omonima Villa sull’Appia. Le domus con l’intero Celio furono devastate sia durante il Sacco di Alarico (410 d.C.) che in quello di Genserico (455 d.C.) e la zona rimase semi abbandonata con l’eccezione della Basilica del Salvatore, ora San Giovanni in Laterano, e del Patriarchio, anch’esso abbandonato durante la Cattività Avignonese. L’attuale aspetto dell’ospedale risale per lo più alla prima metà del ‘600 e sta riprendendo vita dopo una serie di restauri iniziati prima del Giubileo e ancora in corso, tesi a migliorare la qualità dell’assistenza ospedaliera e a ripristinare le parti antiche rivitalizzandole. Un intervento appena iniziato è quello riguardante il Polo Ospedaliero dell’Addolorata, edificio costruito ai primi del ‘900 dall’architetto Aristide Leonori, con i fondi forniti dai conti Cerasi di Monterado, inizialmente come ospizio per gli anziani. Nel programma di ristrutturazione dell’intero complesso l’Addolorata è stata destinata a Dipartimento di Onco-Ematologia che ospiterà, a lavori terminati, unità di radioterapia oncologica, di degenza, di day hospital, di medicina nucleare, di ematologia e di oncologia medica. Scavando nei sotterranei per approntare locali per macchinari sono emersi importanti reperti di cui si aveva soltanto parziale notizia sia per sondaggi effettuati in epoca pontificia sia durante i lavori per la costruzione dell’edificio. Sotto l’Addolorata è emersa la domus dei Valeri, potente e ricchissima famiglia senatoria con esponenti noti dalle fonti storiche quali Valerio Publicola Balbino Massimo, Arcadio Rufino Valerio Proculo e Valerio Severo, prefectus Urbis nel 382 d.C.. Successivamente appartenne al figlio Valerio Piniano e a Melania che tentarono di venderla all’inizio del V secolo per devolverne il ricavato ai poveri; a pochi anni dopo risalgono tracce d’incendio dovute al sacco dei visigoti. Una parte della domus era già nota ma nel corso dei recenti lavori è apparso un nuovo settore finora ignoto; è un corridoio che affacciava su un cortile, largo quattro metri e scavato per una lunghezza di dieci risalente ad età medio imperiale su resti di età augustea. La parete è decorata ad intonaco con uno zoccolo rosso e grandi riquadri bianchi con fregi vegetali e piccole figure umane e di animali, il pavimento è a mosaico. L’intero ambiente fu distrutto, forse per una ristrutturazione nel III secolo, con demolizione delle volte e scarico sul pavimento di grandi quantitativi di intonaci dipinti e stucchi che con estrema cura e pazienza i restauratori hanno recuperato e stanno ripristinando. Sotto la loro mano esperta si ricompongono i frammenti di affreschi che, unitamente a quelli delle pareti del corridoio distaccati per ragioni di conservazione, costituiranno una futura esposizione ed un ulteriore passo avanti nella conoscenza della storia della città, della sua topografia antica, della sua popolazione.

Roberto Filippi

news # 2

mostra: I colori del fasto. La domus del Gianicolo e i suoi marmi

inserita il 12-12-2005

torna alla home page

Roma - Palazzo Altemps - P.zza S.Apollinare
Dal 17 dicembre 2005 al 18 aprile 2006 - Orario 9/19 lunedì chiuso
- Catalogo Electa

 


Il titolo è “ il colore del fasto” ed effettivamente colore e fasto sono la nota dominante della mostra che si tiene a Palazzo Altemps a cura della Soprintendenza Archeologica di Roma e che espone i reperti ritrovati in occasione dei lavori compiuti, prima del Giubileo del 2000, per la costruzione del grande parcheggio sotterraneo adiacente al Traforo Amedeo d’Aosta. I lavori all’epoca furono molto discussi, ci fu chi accusò autorità e scavatori di aver distrutto reperti di grande valore e forse qualcosa di vero c’è in questa voce, ma molto è stato salvato anche se gli ambienti scavati sono stati demoliti dopo aver rimosso quanto asportabile. Secondo fonti di epoca classica nella zona dell’Ager Vaticanus sorgevano alcune ville lussuose appartenenti a famiglie di rango senatorio, fra esse quella di Agrippina Maggiore nipote di Augusto e madre di Caligola e quella di Domizia zia di Nerone che la fece uccidere per ereditarne l’immenso patrimonio; sotto l’Ospedale di Santo Spirito sono visibili resti di murature romane attribuibili a qualcuna delle ville sopra citate. Durante i lavori per il parcheggio sono stati rinvenuti locali decorati con affreschi a finte architetture con motivi decorativi a figure che sono stati staccati ed ora sono in mostra; in uno degli ambienti è stata rinvenuta una raccolta di materiali marmorei lavorati, accuratamente accatastati come per un uso successivo anche se si ignora cosa l’abbia impedito. Sono circa cinquecento pezzi di marmo bianco o colorato che si stima fossero appartenuti ad un unico complesso edilizio in costruzione o in ristrutturazione e che danno l’idea, come si nota in alcune ipotesi ricostruttive, di grande lusso unito ad un elevato gusto estetico. Si segnalano tra il centinaio di pezzi esposti un paio di grandi capitelli in marmo rosso antico con inserti di altre qualità, alcuni capitelli in marmo bianco di stile corinzio ed altri piccoli raffiguranti delfini. Sono da notare un pregevole ritratto di Afrodite e bellissime e rare lastre di alabastro orientale usato per decorazione. Si tratta di pochi resti che tuttavia danno l’esatta immagine di quale dovesse essere lo splendore della ricca villa romana tra il I e il II secolo d.C. di cui peraltro si ignora l’eventuale storia successiva. La mostra ben si inserisce in quel gioiello rinascimentale che è il Palazzo Altemps fatto terminare, dopo lunghi lavori protrattisi per quasi un secolo, dall’omonimo Cardinale nella seconda metà del cinquecento con un magnifico cortile porticato, un imponente scalone e molte sale nelle quali restano purtroppo pochi resti dell’originale decorazione pittorica. Dopo varie vicende che lo condussero ad un grave degrado il Palazzo è stato acquistato dallo Stato che lo ha assegnato alla Soprintendenza Archeologica di Roma che ne ha curato il restauro e lo ha destinato a sede di raccolte storiche di statue antiche; è esposta la Collezione Ludovisi con decine di opere notissime sin dal ‘500 e i resti delle Altemps, Mattei e Del Drago smembrate dalle vicissitudini storiche. Pezzi di rara bellezza e di grande interesse sono: il Galata Suicida, il Grande Sarcofago Ludovisi, un rilievo in marmo rosso antico, il discusso Trono Ludovisi, l’Ares, l’Oreste ed Eletta, l’Hermes, il Dioniso con Satiro, tutte di origine romana con ampi restauri ed integrazioni effettuati nel ‘600 da celebri scultori. Degno di nota è un imponente camino cinquecentesco con lo stemma degli Altemps e la Cappella con il sepolcro, in una antica vasca, di Papa Aniceto unico pontefice seppellito in una dimora privata. In sostanza una mostra interessante in un altrettanto interessante contenitore.



news # 3

la mostra di Lauri Laine a Roma

 

torna alla home page

Il 21 Settembre alle ore 20.00, in occasione del concerto del chitarrista Massimo Felici si inaugura nella sede dell'Instiutum Finlandiae una mostra del pittore finlandese Lauri Laine.

La mostra rimane aperta per appuntamento nei giorni feriali fino al 9 Novembre 2005 (tel. 06.68801674).

Lauri Laine è nato a Helsinki nel 1946. Dopo aver studiato qualche anno architettura si è diplomato all'Accademia di Belle Arti di Helsinki nel 1979. La sua prima esposizione personale si tiene a Helsinki nel 1981.
Oggi vive a Helsinki ma dagli ottanta in poi soggiorna e lavora spesso a Roma.

Breve Nota Critica
Lauri Laine è una rara avis tra i pittori finlandesi di oggi. Le sue opere sono il risultato di una lunga e profonda ricerca della pittura italiana.
La sua pittura è un'analisi architettonica e pittorica di un lungo "viaggio in Italia" iniziato negli anni ´70 quando - come studente di architettura e poi come giovane pittore - venne per la prima volta in Italia.

Ha esposto a Roma nella galleria Palladio nel 2002.

news # 4 Pubbli-città. Dialoghi rivelati
  Mostra
Roma Palazzo Medici Clarelli
via Giulia 79


Dal 14 al 27 settembre 2005
lunedì - venerdì dalle 10.00 alle 20.00
Sabato 17 settembre, in occasione della “Notte Bianca” dalle ore 21.00 all’alba.
Tel. 339/2940960
Una mostra per proporre una serie di 15 fotografie in bianco e nero aventi per tema l’inserimento delle mega-affissioni pubblicitarie nell’architettura del centro storico di Roma. La seconda personale della giovane fotografa Livia Di Stefano e la prima che si proponga di indagare espressamente il tema, non in chiave documentaristica o di denuncia, ma sviluppando una propria, autonoma ricerca figurativa.
news # 5 Soltanto un quadro al massimo: Domenico Bianchi - Sean Scully
  Mostra
Roma Accademia Tedesca di Villa Massimo

Dal 15 settembre al 21 ottobre 2005
lunedì - giovedì 9.00 – 13.00 e 14.00 – 17.00 venerdì 9.00 – 13.00
Tel. 06/4425931
www.villamassimo.de
Nella 5a edizione dell'iniziativa "Soltanto un quadro al massimo" sono italiano Domenico Bianchi e l’irlandese Sean Scully, a confrontarsi e a dialogare con un'opera ciascuno nello spazio espositivo di Villa Massimo.
news # 6 www.plot.@rt.europa
  Europa - Varie Sedi

Dal 16 settembre al 16 ottobre 2005
Tel. 0761/527955
www.arturarte.com

Un’iniziativa espositiva, rigorosamente in contemporanea attraverso un sistema di webcam, che coinvolge 170 artisti contemporanei in diversi paesi europei. Una proposta che troverà il momento conclusivo con la mostra di tutte le opere a Genazzano (Castello Colonna - Centro Internazionale per l’Arte Contemporanea) dal 19 novembre 2005 al 20 gennaio 2006. Un ambizioso progetto per l’arte contemporanea legato dal tema del viaggio, filo che unisce le varie opere. Il viaggio in quanto memoria di situazioni, luoghi e persone; il tema del viaggio per lasciare liberi gli artisti di spaziare in immagini e colori, in dimensioni emotive interiori o in vibrazioni esterne della realtà.
   

torna alla home page