il
tema
Da
levante a ponente, giardini spesso poco
accessibili e poco noti diventano poli di
eccellenza in quanto parte di un patrimonio
di alto profilo storico e botanico, che
necessita di un'adeguata valorizzazione.
Ville e giardini che costituiscono “un
mare di giardini”: un itinerario tematico
che ha come comune denominatore i fiori,
le infinite varietà di piante e la
bellezza dei giardini in cui trascorrere
momenti di intenso colore, perché
ogni giorno può essere primavera.
La
stretta relazione tra la fertile terra ligure,
nota per la produzione floreale, la presenza
dei terrazzamenti, vera nota che contraddistingue
il paesaggio ligure ed infine lo scenario
marino che crea fondali unici ed incomparabili,
fusi insieme hanno dal XVI secolo all'Ottocento
romantico creato i presupposti per una raffinata
tipologia definibile come le "ville
liguri". Giardini,
parchi, ville e residenze direttamente affacciate
sul mare dove, tra alberi secolari, disegni
geometrici con fontane e statue o giardini
esotici, la Primavera rinasce e rivive ogni
giorno diversa dal giorno precedente.
Realizzazioni
di antiche e nobili famiglie genovesi e
liguri, dai Doria ai Dirazzo, dai Pallavicini
ai Giustiniani che ci hanno regalato straordinarie
scenografie ricche di gusto e raffinatezza.
Ma è anche grazie all'amore e all'interesse
dei viaggiatori romantici dell'Ottocento
per la Liguria che questa regione vanta
alcuni tra i più celebri giardini
d'Italia, disseminate lungo l'intera costa,
da Bordighera a Santa Margherita Ligure.
programma
Mercoledì
2 Giugno 2010
In
mattinata appuntamento con i Soci in p.le
Ostiense e partenza in pullman GT per la
Liguria. Nel primo pomeriggio, dopo la pausa
pranzo inizieremo le nostre visite con un
vero gioiello dell'architettura floreale
e vegetale, villa Marigola a La Spezia.
Villa
Marigola è un luogo di singolare
fascino: la varietà di punti di vista,
il tessuto vegetale, il profumo della macchia
mediterranea si integrano nel sapore della
brezza marina. Una delle più squisite
tipologie di "Villa al mare",
che ha affascinato i visitatori nel corso
di due secoli. L'edificio settecentesco
fu la dimora dei Marchesi Ollandini. La
grande terrazza era il vero cuore dell'edificio:
accoglieva, all'uso ligure, il "giardino
degli agrumi", una vera meraviglia,
un giardino di cedri, limoni, chinotti,
aranci, destinato ad affascinare i viaggiatori
del Gran Tour. E il parco continuava con
la classica coltivazione ad olivi e viti
fino alla spiaggia dove si stagliava nitida
la "casa bianca" legata alla memoria
di P.B. Shelley che vi soggiornò
cantandola con limpidi versi. A
partire dalla metà dell'Ottocento
la storia architettonica della villa e del
giardino si modula su quella della grande
cultura romantica europea. La presenza di
Arnold Böcklin ha lasciato le sue tracce
in un'altra importante stratificazione di
paesaggio coltivato, due angoli del giardino,
il "bosco sacro" e "il mito
di Pan", dove si respira un'aria di
sospeso incanto. La fisionomia attuale della
villa è stata definita nella prima
parte del Novecento quando l'ultimo proprietario,
l'armatore lericino Bibolini, affidò
il progetto di ampliamento dell'edificio
e soprattutto del giardino ad Ettore Cozzani
e all'architetto Franco Oliva, che coniugarono
nel nuovo grande giardino all'italiana,
che sostituì il giardino degli agrumi,
la precisa simmetria della tradizione italiana
con la sinuosa eleganza del tardo liberty
italiano.
A
fine visite trasferimento a Genova e sistemazione
in albergo. Cena e pernottamento.
Giovedì
3 Giugno 2010
In
mattinata visita alla villa e
al Palazzo del Principe a Genova.
La Villa del Principe è la più
vasta e sontuosa dimora nobiliare dell’unico
Principe che Genova abbia mai avuto. Era
il 1529 quando Andrea Doria, ammiraglio
e uomo d’armi , diede il via ai lavori
che avrebbero portato alla costruzione di
questo palazzo affacciato sul Golfo di Genova.
Questo sarebbe divenuto il luogo di pace
al rientro dai suoi innumerevoli viaggi
e la dimora prescelta per i suoi successori:
la famiglia Doria Pamphilj. Qui, durante
le sue visite ufficiali sarebbe stato ospitato
l’imperatore Carlo V, lo stesso dal
quale Andrea Doria era riuscito ad ottenere
l’indipendenza di Genova dall’impero,
divenendo di fatto il signore della città.
Visiteremo l'Appartamento del Principe,
la Loggia degli Eroi, l'Appartamento della
Principessa e la Loggia Aurea. Il Giardino
di Villa del Principe non è solo
un giardino, semplice complemento alla bellezza
sontuosa della dimora genovese della famiglia
Doria Pamphilj. Il Giardino di Villa del
Principe è parte integrante della
storia di Genova, specchio fedele di tutte
le sue trasformazioni, dal cinquecento sino
ad oggi, ovvero sin dal tempo in cui il
principe Andrea Doria lo attraversava per
raggiungere la Villa, di ritorno dalle sue
battaglie in mare. Ad accoglierlo aromi
e fiori di ogni sorta, pergolati, fontane,
statue e colonnati ombrosi. Qui, in onore
di ospiti importanti, si allestivano feste,
giochi e spettacoli solenni.
La
Villa Durazzo-Pallavicini
si trova a Pegli, quartiere residenziale
del ponente di Genova. Il parco romantico
annesso alla villa, comprendente anche il
Museo di Archeologia Ligure, è uno
tra i maggiori giardini storici a livello
europeo.Fu costruito per volere del nipote
della marchesa Clelia Durazzo, Ignazio Alessandro
Pallavicini, il quale ne affidò la
progettazione e la completa realizzazione
a Michele Canzio, fratello di Stefano Canzio
e scenografo del Teatro Carlo Felice nonché
maestro presso l'Accademia Ligustica di
Belle Arti. I lavori che furono realizzati
tra il 1840 e il 1846, anno dell'inaugurazione
ufficiale anche se proseguirono ancora qualche
tempo, diedero compimento ad un'opera considerata
oggi tra le più alte espressioni
di giardino romantico ottocentesco, grazie
all'interpretazione del Canzio che, disponendo
le diverse scenografie, ha saputo comporre
un itinerario di ispirazione melodrammatica,
per mezzo di un racconto che si svolge in
un prologo e tre atti di quattro scene ciascuno.
Ci si trova quindi a viaggiare attraverso
sentieri contornati da architetture neoclassiche,
o di stile neo-gotico o rustiche, contornate
da palme, piante esotiche, lecci e allori.
Il prologo tramite due viali porta al primo
atto incentrato sulla natura. Qui è
presente una delle più antiche collezioni
italiane di camelie la cui fioritura è
ovviamente visibile in primavera. Il secondo
atto nella zona alta, ora non visitabile,
raffigura il succedersi della storia tramite
finte rovine medioevali. Il terzo atto è
quello della Purificazione. Tramite le grotte
raffiguranti gli inferi si arriva alla scenografia
del Lago grande, immagine catartica del
Paradiso: qui la maestria scenografica del
Canzio si rivela in pieno, col tempio neoclassico
di Diana e il ponticello in stile orientale.Infine,
oltre a numerose opere d'arte scultoree,
attribuite per lo più a Giovanni
Battista Cevasco, si contano numerosissimi
esemplari di vegetali assai rari.
A
seguire ci trasferiremo a Sant'Olcese dove
in pochi chilometri giungeremo in visita
alla villa Serra. Il territorio
dove sorge il parco si chiamava anticamente
“Cà dè Galli”
e in questa località già all'inizio
del '700 esistevano proprietà patrizie
che passarono ai signori Pinelli. Successivamente
le proprietà furono acquistate dai
marchesi Serra e nel 1850 il marchese Orso
decise di trasformarle in un grandioso complesso
alla moda.
Il complesso architettonico, sapientemente
affacciato sul parco, è composto
dalla settecentesca villa Pinelli e dalle
sue dipendenze alla quale, nel 1850 il marchese
Orso Serra ha affiancato il cottage in stile
tudor. Il progetto della palazzina è
tratto da un famoso manuale londinese ottocentesco;
il piano terra è caratterizzato da
una elegante boiserie e da un ricco cassettonato
in rovere della Slavonia. La facciata tricuspidata
spicca per i trafori delle finestre e dei
bowindow. Accanto alla palazzina si erge
la torre merlata affiancata agli antichi
locali delle masserie e delle stalle. Il
parco all’inglese, realizzato alla
metà dell’ottocento, si estende
per nove ettari sul fondovalle pianeggiante
del Rio Comago. Percorsi a serpentina, assi
visivi e coni prospettici accompagnano il
visitatore tra boschetti ed ampie pelouse
erbose alla scoperta di laghi, ruscelli,
cascate ed un prezioso impianto di specie
arboree esotiche.
Venerdì 4 Giugno
2010
In
prima mattinata trasferimento a Ventimiglia
per visitare i giardini più famosi
dell'intera Liguria, i Giardini
botanici Hanbury. I giardini sorgono
sul promontorio della Mortola, sulla costa
ligure, a pochi chilometri dal confine francese.
Occupano una superficie di 18 ettari, compresi
nel territorio comunale di Ventimiglia,
in provincia di Imperia. Il
terreno è digradante dalla collina
al mare, come è tipico della costa
ligure. L'aspetto paesaggistico è
tipicamente all'inglese, con vialetti irregolari
e romantici rustici, pergolati e patii con
la pittoresca vista del mare sullo sfondo.
Il parco è anche attraversato da
un tratto dell'antica strada consolare via
Julia Augusta. I Giardini furono realizzati
a partire dal 1867, grazie alla passione
dal viaggiatore inglese Sir Thomas Hanbury.
Dopo aver fatto fortuna come esportatore
di tè a Shangai egli decise di stabilirsi
sulla costa ligure, ed acquistò dapprima
il palazzo dei marchesi Orengo di Ventimiglia,
tuttora esistente, e successivamente i terreni
circostanti, su cui volle realizzare uno
splendido giardino con specie botaniche
raccolte in ogni parte del mondo.
Per
sviluppare il progetto egli si fece aiutare
dal fratello Daniel, giunto appositamente
dall'Inghilterra, da diversi botanici e
da una manovalanza di giardinieri stabilitisi
nelle vicinanze. Il giardino divenne ben
presto rinomato in tutto il mondo. Alla
morte di Sir Thomas, il figlio Cecil e la
nuora Lady Dorothy portarono avanti l'opera
fino alla seconda guerra mondiale, quando
il sito dovette essere abbandonato. Nel
1960 lo stato italiano acquistò dagli
eredi il complesso, che, nel 1962, fu affidato
all'Istituto Internazionale degli Studi
Liguri. Nel 1979 tale istituto rinunciò
al gravoso impegno di ricostruzione post-bellica
e successivamente, nel 1987, la gestione
venne affidata definitivamente all'Università
degli studi di Genova. I giardini ospitano
migliaia di specie botaniche, di origine
prevalentemente tropicale e subtropicale,
organizzate a zone per gruppo botanico.
A
seguire, poco distante, ammireremo un altro
giardino monumentale, il Giardino
Esotico Pallanca a Bordighera.
Subito dopo la galleria di Punta Migliarese,
ecco un ripido pendio roccioso a picco sul
mare, con fasce e terrazze popolate da splendide
piante. E' il Giardino Esotico Pallanca,
spettacolare monumento naturalistico realizzato
dai discendenti di Bartolomeo Pallanca,
giovanissimo"bocia" e poi collaboratore
di Lodovico Winter. Vi sono tremiladuecento
specie di piante. Spicca la preziosa collezione
di cactus e succulente, la più importante
d'Italia e una delle più importanti
d' Europa. La pianta più antica -
una "Copiapoa" originaria del
Cile, che cresce sulle pendici delle Ande
- ha trecento anni. Il Giardino Esotico
Pallanca ben si può considerare come
l'erede del Giardino Moreno.
Sulla
via del ritorno per Genova avremo occasione
di ammirare una delle più particolari
ville liguri, villa Grock.
Adrien Wettach, famoso "Re dei clown"
fu una vera e propria star internazionale
dall'inizio del Novecento fino al suo addio
alle scene nel 1954. Giocoliere, equilibrista,
acrobata, in grado di suonare un gran numero
di strumenti musicali, ammaliò il
pubblico di tutto il mondo trasformando
il suo rotondo nome d'arte in autentica
leggenda.
Conobbe Imperia per caso e acquistò
una casa con terreno, inizialmente destinata
alle vacanze. Proprio in quel luogo venne
costruita la villa che ancora oggi domina
la collina di Oneglia e che divenne residenza
stabile del clown fino al 1959. Fu in quell'anno
che Grock si spense, qui dove la casa e
il giardino restano orgogliosamente a testimoniare
il segno del loro eclettico proprietario,
trasmettendone ancora con forza il malinconico,
celeberrimo sorriso. La
bellezza, il fascino e il mistero di questo
“luogo incantato” della Riviera
di Ponente sono di nuovo pronti a soddisfare
la curiosità dei visitatori dopo
l’accurato restauro concluso nel 2006.
Il completo recupero del giardino, sia dal
punto di vista della flora che per il consolidamento
delle strutture, consente oggi di ritrovare
l’atmosfera pensata dallo stesso Adrien
Wettach.
Sabato 5 Giugno 2010
In
mattinata ci trasferiremo a Santa Margherita
Ligure a 30 km da Genova per la visita di
villa Durazzo. Immerso
nel verde dello splendido Parco affacciato
sul mare, il prestigioso complesso comprende
la seicentesca Villa Durazzo,
insigne esempio di villa del genovesato,
Villa San Giacomo, ottocentesca dépendance
e il Castello cinquecentesco. Il complesso
fu edificato nel 1678 come residenza estiva
della famiglia Durazzo. Ceduto ai principi
Centurione nel 1821, il palazzo subì
varie modifiche ed il parco romantico fu
arricchito di piante esotiche e di statue
di marmo in stile neoclassico. Verso la
fine del secolo la villa venne trasformata
in "Grand Hotel" ed ospitò
numerosi personaggi illustri di diversi
paesi. Nel 1919 la proprietà passò
al Commendatore Alfredo Chierichetti, che
ampliò il parco seicentesco, realizzandovi
anche i bellissimi sentieri in risseu (l’acciottolato
nel tipico stile ligure). Per l’importanza
della sua flora e delle specie arboree in
esso contenute, nel mese di giugno 1998,
il giardino della villa, tipico giardino
all’italiana, è stato gemellato
con gli straordinari giardini botanici Hanbury
di Ventimiglia. All’interno della
Villa si possono ammirare opere della scuola
pittorica genovese del Settecento e dell’Ottocento
(D. Piola, G. A. De Ferrari, L. Borzone,
Gio Enrico Vaymer), affreschi e trompe-l’oeil,
arredi di diverse epoche, lampadari di Murano,
stucchi, pavimenti in maiolica ed in graniglia
genovese.
A
fine visita trasferimento a Santa Margherita
Ligure per una passeggiata e per la pausa
pranzo. Nel
pomeriggio visita al celebre complesso della
villa della Cervara sempre a Santa Margherita
Ligure
L'origine
della Villa della Cervara
risale all'estate del 1361, quando venne
posata la prima pietra per la costruzione
del nuovo monastero dedicato a San Girolamo.
Autori del progetto e primi abitanti furono
i monaci benedettini ai quali, nel corso
dei secoli successivi, si deve l'enorme
prestigio raggiunto in tutta Europa. Quello
che un tempo fu l’orto dei monaci
è oggi il solo giardino monumentale
all’italiana conservato in Liguria,
esteso su due livelli, raccordati da pergole
e gradini. Un giardino che incanta, tanto
importante – per le specie che qui
crescono e la cura che ricevono –
da entrare nell’esclusivo circuito
dei Grandi Giardini Italiani.
Nella
parte inferiore, le siepi di bosso (Buxus
Sempervirens L.), potate a formare disegni
geometrici ornati da coni gradonati, notevole
realizzazione di arte topiaria, circondano
la fontana in marmo del XVII secolo raffigurante
un putto. In estate la vasca si colora di
ninfee rosa. Le piante, addossate ai muri
o disposte lungo le bordure, sono - con
le vigne degli antichi pergolati - parte
integrante del giardino.
Domenica 6 Giugno
2010
In mattinata visita dell'abbazia di san
Fruttoso che raggiungeremo via mare. L'abbazia
di San Fruttuoso è situata
nella baia omonima del comune di Camogli,
in provincia di Genova all'interno del parco
terrestre e marino del Monte di Portofino.
L'abbazia
è dedicata a San Fruttuoso, vescovo
e santo spagnolo del III secolo d.C., le
cui ceneri sono conservate presso l'abbazia,
dove sarebbero state traslate a seguito
dell'invasione araba della Spagna. L'abbazia
non è raggiungibile da alcuna arteria
stradale, ma vi si può accedere soltanto
via mare o percorrendo uno scosceso sentiero
che scende dal soprastante monte di Portofino
che domina il golfo Paradiso.
Nella
sua baia è collocata la celebre statua
del Cristo degli abissi, posta nel 1954
sul fondale marino e restaurata negli anni
novanta. L'abbazia sorse alla metà
del X secolo ad opera di monaci greci e
fu ricostruita tra la fine del secolo e
l'inizio dell'XI per volere di Adelaide
di Borgogna, vedova dell'imperatore Ottone
I. Nello
stesso secolo passò ai monaci benedettini
e fu ingrandita nel XII con l'aggiunta di
un piano. Nel XIII secolo vi fu aggiunto
il corpo edilizio con loggiato verso il
mare, ad opera della famiglia genovese dei
Doria, che utilizzò una sala dell'abbazia
per le proprie sepolture. Il chiostro superiore
fu ricostruito nel XVI secolo per volontà
di Andrea Doria, mentre nel 1562 fu costruito
il torrione di avvistamento quadrato che
tuttora domina la baia. L'abbazia
fu in seguito abbandonata e utilizzata come
abitazione. Nel 1933 fu restaurata dallo
stato e nel 1983 i Doria Pamphili donarono
gli edifici e i terreni al FAI.
A
fine visita pausa pranzo e partenza per
Roma in pullman. Arrivo previsto alle ore
21.00 ca.