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In viaggio con Palladio  
Le Ville della Liguria
Mercoledì 2 / Domenica 6 Giugno 2010    
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Un Mare di Giardini...
   
La Liguria offre grazie alla sua invidiabile posizione, la possibilità di scenari panoramici di eccezionale bellezza e suggestione. Ville e giardini noti e meno noti, pubblici e privati, saranno svelati per la prima volta in quest'itinerario che abbraccia tutta la costa, da levante a ponente.
 

Villa Marigola

Villa Marigola

Villa del Principe

Villa del Principe

Villa del Principe

Villa Durazzo a Pegli

Villa Durazzo a Pegli

Villa Durazzo a Pegli

Villa Serra

Villa Serra

Giardini Hanbury

Giardini Hanbury

Giardini Hanbury

Giardini Hanbury

Giardini Pallanca

Villa Grock

Villa Grock

Villa Durazzo a S. Margherita

Villa Durazzo a S. Margherita

Villa Durazzo a S. Margherita

Villa della Cervara

Villa della Cervara

San Fruttuoso

San Fruttuoso

 

il tema

Da levante a ponente, giardini spesso poco accessibili e poco noti diventano poli di eccellenza in quanto parte di un patrimonio di alto profilo storico e botanico, che necessita di un'adeguata valorizzazione. Ville e giardini che costituiscono “un mare di giardini”: un itinerario tematico che ha come comune denominatore i fiori, le infinite varietà di piante e la bellezza dei giardini in cui trascorrere momenti di intenso colore, perché ogni giorno può essere primavera.

La stretta relazione tra la fertile terra ligure, nota per la produzione floreale, la presenza dei terrazzamenti, vera nota che contraddistingue il paesaggio ligure ed infine lo scenario marino che crea fondali unici ed incomparabili, fusi insieme hanno dal XVI secolo all'Ottocento romantico creato i presupposti per una raffinata tipologia definibile come le "ville liguri". Giardini, parchi, ville e residenze direttamente affacciate sul mare dove, tra alberi secolari, disegni geometrici con fontane e statue o giardini esotici, la Primavera rinasce e rivive ogni giorno diversa dal giorno precedente.

Realizzazioni di antiche e nobili famiglie genovesi e liguri, dai Doria ai Dirazzo, dai Pallavicini ai Giustiniani che ci hanno regalato straordinarie scenografie ricche di gusto e raffinatezza. Ma è anche grazie all'amore e all'interesse dei viaggiatori romantici dell'Ottocento per la Liguria che questa regione vanta alcuni tra i più celebri giardini d'Italia, disseminate lungo l'intera costa, da Bordighera a Santa Margherita Ligure.

programma

Mercoledì 2 Giugno 2010

In mattinata appuntamento con i Soci in p.le Ostiense e partenza in pullman GT per la Liguria. Nel primo pomeriggio, dopo la pausa pranzo inizieremo le nostre visite con un vero gioiello dell'architettura floreale e vegetale, villa Marigola a La Spezia.

Villa Marigola è un luogo di singolare fascino: la varietà di punti di vista, il tessuto vegetale, il profumo della macchia mediterranea si integrano nel sapore della brezza marina. Una delle più squisite tipologie di "Villa al mare", che ha affascinato i visitatori nel corso di due secoli. L'edificio settecentesco fu la dimora dei Marchesi Ollandini. La grande terrazza era il vero cuore dell'edificio: accoglieva, all'uso ligure, il "giardino degli agrumi", una vera meraviglia, un giardino di cedri, limoni, chinotti, aranci, destinato ad affascinare i viaggiatori del Gran Tour. E il parco continuava con la classica coltivazione ad olivi e viti fino alla spiaggia dove si stagliava nitida la "casa bianca" legata alla memoria di P.B. Shelley che vi soggiornò cantandola con limpidi versi. A partire dalla metà dell'Ottocento la storia architettonica della villa e del giardino si modula su quella della grande cultura romantica europea. La presenza di Arnold Böcklin ha lasciato le sue tracce in un'altra importante stratificazione di paesaggio coltivato, due angoli del giardino, il "bosco sacro" e "il mito di Pan", dove si respira un'aria di sospeso incanto. La fisionomia attuale della villa è stata definita nella prima parte del Novecento quando l'ultimo proprietario, l'armatore lericino Bibolini, affidò il progetto di ampliamento dell'edificio e soprattutto del giardino ad Ettore Cozzani e all'architetto Franco Oliva, che coniugarono nel nuovo grande giardino all'italiana, che sostituì il giardino degli agrumi, la precisa simmetria della tradizione italiana con la sinuosa eleganza del tardo liberty italiano.

A fine visite trasferimento a Genova e sistemazione in albergo. Cena e pernottamento.


Giovedì 3 Giugno 2010

In mattinata visita alla villa e al Palazzo del Principe a Genova. La Villa del Principe è la più vasta e sontuosa dimora nobiliare dell’unico Principe che Genova abbia mai avuto. Era il 1529 quando Andrea Doria, ammiraglio e uomo d’armi , diede il via ai lavori che avrebbero portato alla costruzione di questo palazzo affacciato sul Golfo di Genova. Questo sarebbe divenuto il luogo di pace al rientro dai suoi innumerevoli viaggi e la dimora prescelta per i suoi successori: la famiglia Doria Pamphilj. Qui, durante le sue visite ufficiali sarebbe stato ospitato l’imperatore Carlo V, lo stesso dal quale Andrea Doria era riuscito ad ottenere l’indipendenza di Genova dall’impero, divenendo di fatto il signore della città. Visiteremo l'Appartamento del Principe, la Loggia degli Eroi, l'Appartamento della Principessa e la Loggia Aurea. Il Giardino di Villa del Principe non è solo un giardino, semplice complemento alla bellezza sontuosa della dimora genovese della famiglia Doria Pamphilj. Il Giardino di Villa del Principe è parte integrante della storia di Genova, specchio fedele di tutte le sue trasformazioni, dal cinquecento sino ad oggi, ovvero sin dal tempo in cui il principe Andrea Doria lo attraversava per raggiungere la Villa, di ritorno dalle sue battaglie in mare. Ad accoglierlo aromi e fiori di ogni sorta, pergolati, fontane, statue e colonnati ombrosi. Qui, in onore di ospiti importanti, si allestivano feste, giochi e spettacoli solenni.

La Villa Durazzo-Pallavicini si trova a Pegli, quartiere residenziale del ponente di Genova. Il parco romantico annesso alla villa, comprendente anche il Museo di Archeologia Ligure, è uno tra i maggiori giardini storici a livello europeo.Fu costruito per volere del nipote della marchesa Clelia Durazzo, Ignazio Alessandro Pallavicini, il quale ne affidò la progettazione e la completa realizzazione a Michele Canzio, fratello di Stefano Canzio e scenografo del Teatro Carlo Felice nonché maestro presso l'Accademia Ligustica di Belle Arti. I lavori che furono realizzati tra il 1840 e il 1846, anno dell'inaugurazione ufficiale anche se proseguirono ancora qualche tempo, diedero compimento ad un'opera considerata oggi tra le più alte espressioni di giardino romantico ottocentesco, grazie all'interpretazione del Canzio che, disponendo le diverse scenografie, ha saputo comporre un itinerario di ispirazione melodrammatica, per mezzo di un racconto che si svolge in un prologo e tre atti di quattro scene ciascuno. Ci si trova quindi a viaggiare attraverso sentieri contornati da architetture neoclassiche, o di stile neo-gotico o rustiche, contornate da palme, piante esotiche, lecci e allori.
Il prologo tramite due viali porta al primo atto incentrato sulla natura. Qui è presente una delle più antiche collezioni italiane di camelie la cui fioritura è ovviamente visibile in primavera. Il secondo atto nella zona alta, ora non visitabile, raffigura il succedersi della storia tramite finte rovine medioevali. Il terzo atto è quello della Purificazione. Tramite le grotte raffiguranti gli inferi si arriva alla scenografia del Lago grande, immagine catartica del Paradiso: qui la maestria scenografica del Canzio si rivela in pieno, col tempio neoclassico di Diana e il ponticello in stile orientale.Infine, oltre a numerose opere d'arte scultoree, attribuite per lo più a Giovanni Battista Cevasco, si contano numerosissimi esemplari di vegetali assai rari.

A seguire ci trasferiremo a Sant'Olcese dove in pochi chilometri giungeremo in visita alla villa Serra. Il territorio dove sorge il parco si chiamava anticamente “Cà dè Galli” e in questa località già all'inizio del '700 esistevano proprietà patrizie che passarono ai signori Pinelli. Successivamente le proprietà furono acquistate dai marchesi Serra e nel 1850 il marchese Orso decise di trasformarle in un grandioso complesso alla moda.
Il complesso architettonico, sapientemente affacciato sul parco, è composto dalla settecentesca villa Pinelli e dalle sue dipendenze alla quale, nel 1850 il marchese Orso Serra ha affiancato il cottage in stile tudor. Il progetto della palazzina è tratto da un famoso manuale londinese ottocentesco; il piano terra è caratterizzato da una elegante boiserie e da un ricco cassettonato in rovere della Slavonia. La facciata tricuspidata spicca per i trafori delle finestre e dei bowindow. Accanto alla palazzina si erge la torre merlata affiancata agli antichi locali delle masserie e delle stalle. Il parco all’inglese, realizzato alla metà dell’ottocento, si estende per nove ettari sul fondovalle pianeggiante del Rio Comago. Percorsi a serpentina, assi visivi e coni prospettici accompagnano il visitatore tra boschetti ed ampie pelouse erbose alla scoperta di laghi, ruscelli, cascate ed un prezioso impianto di specie arboree esotiche.


Venerdì 4 Giugno 2010

In prima mattinata trasferimento a Ventimiglia per visitare i giardini più famosi dell'intera Liguria, i Giardini botanici Hanbury. I giardini sorgono sul promontorio della Mortola, sulla costa ligure, a pochi chilometri dal confine francese. Occupano una superficie di 18 ettari, compresi nel territorio comunale di Ventimiglia, in provincia di Imperia. Il terreno è digradante dalla collina al mare, come è tipico della costa ligure. L'aspetto paesaggistico è tipicamente all'inglese, con vialetti irregolari e romantici rustici, pergolati e patii con la pittoresca vista del mare sullo sfondo. Il parco è anche attraversato da un tratto dell'antica strada consolare via Julia Augusta. I Giardini furono realizzati a partire dal 1867, grazie alla passione dal viaggiatore inglese Sir Thomas Hanbury. Dopo aver fatto fortuna come esportatore di tè a Shangai egli decise di stabilirsi sulla costa ligure, ed acquistò dapprima il palazzo dei marchesi Orengo di Ventimiglia, tuttora esistente, e successivamente i terreni circostanti, su cui volle realizzare uno splendido giardino con specie botaniche raccolte in ogni parte del mondo.

Per sviluppare il progetto egli si fece aiutare dal fratello Daniel, giunto appositamente dall'Inghilterra, da diversi botanici e da una manovalanza di giardinieri stabilitisi nelle vicinanze. Il giardino divenne ben presto rinomato in tutto il mondo. Alla morte di Sir Thomas, il figlio Cecil e la nuora Lady Dorothy portarono avanti l'opera fino alla seconda guerra mondiale, quando il sito dovette essere abbandonato. Nel 1960 lo stato italiano acquistò dagli eredi il complesso, che, nel 1962, fu affidato all'Istituto Internazionale degli Studi Liguri. Nel 1979 tale istituto rinunciò al gravoso impegno di ricostruzione post-bellica e successivamente, nel 1987, la gestione venne affidata definitivamente all'Università degli studi di Genova. I giardini ospitano migliaia di specie botaniche, di origine prevalentemente tropicale e subtropicale, organizzate a zone per gruppo botanico.

A seguire, poco distante, ammireremo un altro giardino monumentale, il Giardino Esotico Pallanca a Bordighera. Subito dopo la galleria di Punta Migliarese, ecco un ripido pendio roccioso a picco sul mare, con fasce e terrazze popolate da splendide piante. E' il Giardino Esotico Pallanca, spettacolare monumento naturalistico realizzato dai discendenti di Bartolomeo Pallanca, giovanissimo"bocia" e poi collaboratore di Lodovico Winter. Vi sono tremiladuecento specie di piante. Spicca la preziosa collezione di cactus e succulente, la più importante d'Italia e una delle più importanti d' Europa. La pianta più antica - una "Copiapoa" originaria del Cile, che cresce sulle pendici delle Ande - ha trecento anni. Il Giardino Esotico Pallanca ben si può considerare come l'erede del Giardino Moreno.

Sulla via del ritorno per Genova avremo occasione di ammirare una delle più particolari ville liguri, villa Grock. Adrien Wettach, famoso "Re dei clown" fu una vera e propria star internazionale dall'inizio del Novecento fino al suo addio alle scene nel 1954. Giocoliere, equilibrista, acrobata, in grado di suonare un gran numero di strumenti musicali, ammaliò il pubblico di tutto il mondo trasformando il suo rotondo nome d'arte in autentica leggenda.
Conobbe Imperia per caso e acquistò una casa con terreno, inizialmente destinata alle vacanze. Proprio in quel luogo venne costruita la villa che ancora oggi domina la collina di Oneglia e che divenne residenza stabile del clown fino al 1959. Fu in quell'anno che Grock si spense, qui dove la casa e il giardino restano orgogliosamente a testimoniare il segno del loro eclettico proprietario, trasmettendone ancora con forza il malinconico, celeberrimo sorriso.
La bellezza, il fascino e il mistero di questo “luogo incantato” della Riviera di Ponente sono di nuovo pronti a soddisfare la curiosità dei visitatori dopo l’accurato restauro concluso nel 2006. Il completo recupero del giardino, sia dal punto di vista della flora che per il consolidamento delle strutture, consente oggi di ritrovare l’atmosfera pensata dallo stesso Adrien Wettach.

Sabato 5 Giugno 2010

In mattinata ci trasferiremo a Santa Margherita Ligure a 30 km da Genova per la visita di villa Durazzo. Immerso nel verde dello splendido Parco affacciato sul mare, il prestigioso complesso comprende la seicentesca Villa Durazzo, insigne esempio di villa del genovesato, Villa San Giacomo, ottocentesca dépendance e il Castello cinquecentesco. Il complesso fu edificato nel 1678 come residenza estiva della famiglia Durazzo. Ceduto ai principi Centurione nel 1821, il palazzo subì varie modifiche ed il parco romantico fu arricchito di piante esotiche e di statue di marmo in stile neoclassico. Verso la fine del secolo la villa venne trasformata in "Grand Hotel" ed ospitò numerosi personaggi illustri di diversi paesi. Nel 1919 la proprietà passò al Commendatore Alfredo Chierichetti, che ampliò il parco seicentesco, realizzandovi anche i bellissimi sentieri in risseu (l’acciottolato nel tipico stile ligure). Per l’importanza della sua flora e delle specie arboree in esso contenute, nel mese di giugno 1998, il giardino della villa, tipico giardino all’italiana, è stato gemellato con gli straordinari giardini botanici Hanbury di Ventimiglia. All’interno della Villa si possono ammirare opere della scuola pittorica genovese del Settecento e dell’Ottocento (D. Piola, G. A. De Ferrari, L. Borzone, Gio Enrico Vaymer), affreschi e trompe-l’oeil, arredi di diverse epoche, lampadari di Murano, stucchi, pavimenti in maiolica ed in graniglia genovese.

A fine visita trasferimento a Santa Margherita Ligure per una passeggiata e per la pausa pranzo. Nel pomeriggio visita al celebre complesso della villa della Cervara sempre a Santa Margherita Ligure

L'origine della Villa della Cervara risale all'estate del 1361, quando venne posata la prima pietra per la costruzione del nuovo monastero dedicato a San Girolamo. Autori del progetto e primi abitanti furono i monaci benedettini ai quali, nel corso dei secoli successivi, si deve l'enorme prestigio raggiunto in tutta Europa. Quello che un tempo fu l’orto dei monaci è oggi il solo giardino monumentale all’italiana conservato in Liguria, esteso su due livelli, raccordati da pergole e gradini. Un giardino che incanta, tanto importante – per le specie che qui crescono e la cura che ricevono – da entrare nell’esclusivo circuito dei Grandi Giardini Italiani.

Nella parte inferiore, le siepi di bosso (Buxus Sempervirens L.), potate a formare disegni geometrici ornati da coni gradonati, notevole realizzazione di arte topiaria, circondano la fontana in marmo del XVII secolo raffigurante un putto. In estate la vasca si colora di ninfee rosa. Le piante, addossate ai muri o disposte lungo le bordure, sono - con le vigne degli antichi pergolati - parte integrante del giardino.


Domenica 6 Giugno 2010

In mattinata visita dell'abbazia di san Fruttoso che raggiungeremo via mare. L'abbazia di San Fruttuoso è situata nella baia omonima del comune di Camogli, in provincia di Genova all'interno del parco terrestre e marino del Monte di Portofino. L'abbazia è dedicata a San Fruttuoso, vescovo e santo spagnolo del III secolo d.C., le cui ceneri sono conservate presso l'abbazia, dove sarebbero state traslate a seguito dell'invasione araba della Spagna. L'abbazia non è raggiungibile da alcuna arteria stradale, ma vi si può accedere soltanto via mare o percorrendo uno scosceso sentiero che scende dal soprastante monte di Portofino che domina il golfo Paradiso.

Nella sua baia è collocata la celebre statua del Cristo degli abissi, posta nel 1954 sul fondale marino e restaurata negli anni novanta. L'abbazia sorse alla metà del X secolo ad opera di monaci greci e fu ricostruita tra la fine del secolo e l'inizio dell'XI per volere di Adelaide di Borgogna, vedova dell'imperatore Ottone I. Nello stesso secolo passò ai monaci benedettini e fu ingrandita nel XII con l'aggiunta di un piano. Nel XIII secolo vi fu aggiunto il corpo edilizio con loggiato verso il mare, ad opera della famiglia genovese dei Doria, che utilizzò una sala dell'abbazia per le proprie sepolture. Il chiostro superiore fu ricostruito nel XVI secolo per volontà di Andrea Doria, mentre nel 1562 fu costruito il torrione di avvistamento quadrato che tuttora domina la baia. L'abbazia fu in seguito abbandonata e utilizzata come abitazione. Nel 1933 fu restaurata dallo stato e nel 1983 i Doria Pamphili donarono gli edifici e i terreni al FAI.

A fine visita pausa pranzo e partenza per Roma in pullman. Arrivo previsto alle ore 21.00 ca.

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  i informazioni sul viaggio
 
Riservato ai Soci Sostenitori
Prenotazioni entro il 21/05 solo dietro acconto confirmatorio e fino a esaurimento posti.
Massimo 35 Soci.
App.to ore 7.00 piazzale Ostiense alla fontana del palazzo dell’ACEA  

Quota Euro 726.00 p.p. (suppl.to singola Euro 96.00).

La quota comprende:

  • viaggio e tutti trasferimenti in pullman GT;
  • visite guidate;
  • tutti i biglietti ai 10 siti;
  • 4 pernottamenti hotel Novotel di Genova (cat. 4*);
  • aperitivo;
  • prime colazioni a buffet;
  • cene con menu del territorio;
  • navigazione Rapallo / S. Fruttuoso;
  • dispensa.

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