Riutilizzando
vecchi rami ferroviari in disuso una locomotiva
e vapore con le caratteristiche carrozze
"centoporte" (due carrozze riservate),
ci porterà ad ammirare i colori della
natura. L’itinerario si articolerà
da Siena, passando nella valle dell'Ombrone
e la val d’Orcia con sosta a Monte
Antico per cambio acqua e carico carbone
e proseguimento per San Giovanni d'Asso,
Asciano, Monte Amiata, Torrenieri e Chiusure.
la
storia
La
ferrovia Asciano-Monte Antico è stata
chiusa al traffico nel settembre 1994, perché
considerata un "ramo secco". Aveva
infatti un traffico viaggiatori troppo limitato
per mantenere il normale servizio. Attraversando
la zona delle Crete Senesi e la vallata
del fiume Orcia ai piedi del Monte Amiata,
la linea si trova tuttavia in un territorio
di particolare valore ambientale e paesaggistico,
dove tra l'altro si produce un vino molto
pregiato, il famoso Brunello e dove è
stato istituito il Parco Artistico Naturale
e Culturale della Val d'Orcia, oggi direttamente
coinvolto nella gestione ferroviaria. Grazie
al progetto Treno Natura, finanziato dalla
Provincia di Siena, la Asciano-Monte Antico
è stata quindi riaperta in alcuni
giorni festivi come "ferrovia turistica",
sul modello dei molti esempi di questo tipo
esistenti negli altri paesi europei e nel
nord America.
il
percorso
A
circa due chilometri di distanza dalla stazione
di Asciano, la ferrovia attraversa ampie
vallate con audaci viadotti e gallerie.
Stupenda la visuale sulla destra, dove l'occhio
spazia verso le suggestive formazioni di
calanchi che circondano l'Abbazia di Monte
Oliveto Maggiore.
Alla
fermata di Trequanda si entra nella valle
dell'Asso. Il treno corre in mezzo a dolci
colline dai classici colori delle Crete
Senesi e raggiunge il paese di San Giovanni
d'Asso, dominato dal castello medioevale.
Ora
la linea, sempre ben inserita nell'incantevole
paesaggio, prosegue verso la monumentale
stazione di Torrenieri-Montalcino, costruita
nel 1865, superata la quale ci si addentra
in un territorio ampiamente coltivato, per
affiancarsi sempre di più al torrente
Asso.
Alla
destra della ferrovia si intravede in lontananza
la sagoma di Montalcino, preceduta dalle
distese di verdi colline coperte di vignete,
che producono il pregiato vino Brunello.
Nei prati le mandrie pascolano tranquillamente,
per niente disturbate dalla corsa del treno.
Spesso si incontra ai bordi della ferrovia
qualche esemplare di fauna selvatica, come
fagiani, lepri, volpi, cinghiali e daini.
Dopo
la galleria di Casalta, la linea entra in
Val d'Orcia e raggiunge il piccolo abitato
di Monte Amiata Scalo.
Superato
questo, si avvicina al sassoso letto del
fiume, fino quasi a confondersi con esso.
Per un breve tratto, sulla destra, si scorge
il borgo di Castelnuovo dell'Abate, costruito
nei pressi dell'antica Abbazia di Sant'Antimo,
mentre a sinistra domina imperiosa la montagna,
sulle cui pendici si distinguono i contorni
sfumati dei vari paesi.
Laddove
la valle si allarga, la ferrovia entra nelle
distese di vigneti e frutteti di Villa Banfi
e raggiunge la stazione di Sant'Angelo-Cinigiano,
intorno alla quale è sorto il paesino
di Sant'Angelo Scalo. Seguendo ancora la
valle dell'Orcia, il treno corre verso la
Maremma e, passando sotto il castello di
Poggio le Mura, sede del museo del vetro,
valica il fiume Ombrone entrando nella stazione
di Monte Antico.
A
circa 300 metri di distanza termina la lunga
corsa dell'Orcia, iniziata molti chilometri
a monte, tra la Rocca di Radicofani e il
Monte Cetona. Le sue limpide acque si uniscono
a quelle del fiume Ombrone scorrendo lentamente
fino al mare. La
nostra linea confluisce nell'altra proveniente
da Siena via Buonconvento e prosegue fino
all'incontro con la ferrovia Tirrenica sotto
il borgo medioevale di Montepescali.