Giovedì
1°/04: Appuntamento
alle ore 07:20 con i Soci all’aeroporto
L. da Vinci di Roma e partenza per Palermo
con volo Alitalia con arrivo alle ore 9.15.
Arrivo
a Palermo e partenza in pullman per Erice.
La sua fisionomia pittoresca, con le strette
e tortuose vie, gli edifici medioevali,
lo splendido panorama, uno dei più
celebrati della Sicilia, la dolcezza del
clima ne fanno una importante meta di visita.
Meravigliosa sintesi di arte, storia e paesaggio,
la cittadina di Erice conserva praticamente
intatto il suo centro medievale, perfettamente
integrato con la morfologia del monte ed
armoniosamente fuso con la splendida natura
circostante.
L'impianto
urbano ha perfetta forma triangolare ed
è delimitato sul lato occidentale
da mura ciclopiche, interrotte da torrioni
e da tre porte normanne: porta Spada, porta
del Carmine e porta Trapani. A sud-est dell'abitato
si trova il bellissimo giardino del Balio,
all'interno del quale svetta il castello
Pepoli, costruito in età normanna
e largamente modificato nel XIX sec. per
essere trasformato in villa. Risale invece
al XII sec. il castello di Venere: una tipica
fortezza medievale costruita nell'area ove
un tempo doveva sorgere l'antico santuario
di Venere Ericina. Erice
accoglie più di sessanta chiese,
alcune delle quali documenti architettonici
di grande pregio e preziosa testimonianza
storica: tra queste la chiesa di San Martino,
di San Cataldo, di San Giuliano, di San
Giovanni Battista. La chiesa di San Giuliano
fu costruita dai normanni intorno all'anno
Mille e pesantemente trasformata nel secolo
XVII; interessante per la sua facciata di
pietra rosa è adibita oggi ad aula
conferenze e centro culturale. Tra le chiese
primeggia la Matrice, dedicata all'Assunta
ed eretta nei primi anni del XIV sec. cui
si aggiunse successivamente il protiro gotico
davanti allo straordinario portale ogivale.
Proseguiremo
per Marsala dove nel pomeriggio
ammireremo la suggestiva Processione del
Giovedì Santo. A Marsala, il Giovedì
Santo, si svolge la processione dei Misteri
viventi che simboleggia l'aspetto più
antico delle sacre rappresentazioni. L'uso
della celebrazione con personaggi viventi
si tenne anche ad Erice e a Trapani, ma
mentre nelle due città si modificò
con la costruzione di statue, a Marsala
è rimasta nella sua forma scenica
originale.
La processione marsalese è in un
certo senso una vera e propria casazza pur
con le dovute differenze che distinguono
gli attuali personaggi da quelli della prima
metà del '600.
Cena
in hotel e pernottamento.
Venerdì 2/04:
In mattinata visita di Marsala,
il maggior centro di produzione vinicola
della Sicilia e patria del celebre vino.
Fondata nel 397 a.C. dai Fenici fu uno dei
porti più importanti del Mediterraneo.
Marsala conserva ancora oggi l'articolazione
originale dell'asse viario, sviluppato secondo
un disegno tipico dell'età ellenistica
(per strigas, vie parallele e ortogonali,
in contrapposizione con il modello romano
per cardi e decumani). Questo quadrilatero,
delimitato anticamente da una cinta muraria
della quale restano quattro cinquecenteschi
bastioni (via Colocasio,via G.A.Omodei/via
Amendola,via E. Alagna N.65,via Sibilla(baluardo
Velasco), che a causa dell'incuria dei governi
cittadini ne hanno permesso, in passato,
la demolizione parziale e la costruzione
di palazzi),racchiude il centro storico
con il cinquecentesco quartiere spagnolo,
che oggi ospita gli uffici del comune; Palazzo
VII aprile, costruito tra il ‘500
e il ‘600 dove in precedenza si trovava
la Loggia dei Pisani, oggi sede del consiglio
comunale; la chiesa madre, con la maestosa
facciata barocca (incompleta), ricostruita,
a partire dal 1600, sull'impianto normanno
del 1176 e dedicata a San Tommaso di Canterbury;
il monastero cinquecentesco di San Pietro,
nell'antico quartiere ebraico; il medievale
convento del Carmine e molte altre chiese,
conventi, palazzi gentilizi di notevole
valore storico, artistico e architettonico,
costruiti in gran parte tra il XVI e il
XVIII secolo (molte di queste testimonianze
storiche oggi sono in uno stato di semi
abbandono).
L'industria
vinicola fu introdotta da John Woodhouse
nel 1773, seguito dalla famiglia Florio.
Nella storia del Risorgimento, Marsala è
celebre per lo sbarco dei Mille, condotto
da Garibaldi l'11 maggio 1860. Visiteremo
il complesso di San Pietro, il Teatro del
sec. XVIII e il Convento dell'Itria.
Proseguimento
per Trapani. Le origini
di Trapani sono così antiche che
affondano nella leggenda. La morfologia
peculiare dell'area geografica e la vicinanza
con Eryx ne fecero ben presto un topos letterario
piuttosto ricercato. La mitologia vuole
che la città di Trapani sia stata
originata dalla falce caduta a Cerere mentre
sul carro trainato da serpi alati correva
per il mondo alla ricerca della figlia rapita
dal dio Ade. Per alcuni ricercatori, la
città dei Feaci - Scherie - descritta
nell'Odissea di Omero sarebbe proprio l'odierna
Trapani. Nell'Eneide, Virgilio racconta
le avventure dell'eroe troiano Enea e, fra
esse, quella che lo portò a Drepano
(Trapani) in Sicilia, accolto da Aceste,
figlio di Crimiso e di Egesta. Qui, morì
Anchise e qui il pio eroe seppellì
la salma del padre sul monte Erice tornandovi
successivamente.
Visiteremo
l’Annunziata costruita qualche anno
dopo il 1240 sui resti di un precedente
edificio religioso, racchiude al suo interno
numerose opere di artisti locali e la Cattedrale
di S. Lorenzo, l’edificio religioso
più importante della città,
che conserva al suo interno importanti opere
d’arte, tra cui una crocifissione
attribuita al pittore fiammingo Van Dyck.
A
fine visite rientro a Marsala, cena in ristorante
e pernottamento.
Sabato 3/04:
Partenza dal porticciolo di Marsala per
l’isola di Favignana
con motonave riservata. Durante la navigazione
sarà offerta la colazione. Fin dal
paleolitico superiore (10.000 a.C.), Favignana
si è rivelata come sicuro rifugio
per l'uomo, del quale, nel corso degli anni,
sono state trovate evidenti tracce nei pressi
delle grotte del faraglione e nella grotta
del pozzo in zona S.Nicola. La
stessa zona ospitò, attorno l'VIII
secolo a C., i fenici dei quali sono tuttora
visibili grotte di abitazione e di uso funerario.
Le acque delle Egadi furono teatro delle
celebri guerre puniche, che decretarono
la supremazia dell'Impero Romano nei confronti
del popolo cartaginese, con la conseguente
conquista della Sicilia, che divenne a tutti
gli effetti provincia romana.
A
Favignana effettueremo un giro in barca
nelle cale per ammirare meravigliosi anfratti
e grotte. Sbarcheremo per visitare il piccolo
borgo dei pescatori, il palazzo Florio e
la tonnara risalente al 1874, quando Ignazio
Florio acquistò le Egadi per tre
milioni dalla famiglia Pallavicino, impiantò
il maggior stabilimento europeo per la lavorazione
del pesce e rafforzò la mattanza
.All'interno degusteremo i prodotti tipici
di tonnara. In navigazione del ritorno a
Marsala effettueremo un pranzo a bordo con
prodotti tipici.
Nel
pomeriggio visiteremo le famose Saline
di Trapani all’interno della
Riserva Regionale Saline di Trapani e Paceco.
Il geografo arabo al-Idrisi documenta la
presenza delle saline già nel periodo
della dominazione normanna in Sicilia. Sotto
il regno di Federico di Svevia fu istituito
il monopolio di Stato sulla produzione del
sale, che si protrasse anche durante la
dominazione angioina. La Riserva comprende
una fascia costiera estesa quasi mille ettari,
suddivisi in zona A di Riserva (707 ha)
e zona B di Pre-Riserva (278,75 ha), al
confine tra i comuni di Trapani e Paceco.
Gran parte della Riserva è costituito
da saline in cui viene tuttora praticata
la estrazione del sale secondo le tecniche
tradizionali in uso da secoli. Di notevole
impatto paesaggistico la presenza di numerosi
mulini a vento utilizzati per pompare l'acqua
tra i bacini.
I il sito si caratterizza per il fatto di
essere una delle più importanti aree
umide costiere della Sicilia occidentale,
ambiente di sosta di numerose specie di
uccelli migratori. L'ambiente
delle saline, fortemente salmastro, ospita
numerose specie erbacee o arbustive adattatesi
alle condizioni ambientali estreme che questa
area presenta. Qui assisteremo allo spettacolare
tramonto dove i colori si fondono con i
riflessi delle acque e le ombre dei mulini
a vento. Rientro
a Marsala, cena in ristorante e pernottamento
in hotel.
domenica 4/04:
Partenza per Selinunte,
uno dei capisaldi di un viaggio in Sicilia
per la grandiosità incomparabile
delle rovine archeologiche che offrono un
quadro della vita di una città greca
del V sec. a.C. Alla profonda impressione
che esse destano contribuisce la solitudine
del luogo,il vicino mare, l'indescrivibile
colore del paesaggio. La città di
Selinunte sorge su un promontorio, poco
distante dal mare, tra Marsala e Agrigento.
Dapprima abitata dai Sicani e poi dai Fenici,
fu colonia greca a partire dalla metà
(o dalla fine) del VI sec. a. C.
Il parco archeologico di Selinunte è
oggi considerato il più ampio ed
imponente d’Europa: si estende per
1740 km quadrati e comprende numerosi templi,
santuari e altari. Su una collina situata
ad est della cittadina, più internata
rispetto all’acropoli, si innalzano
altri 3 templi. Nella civiltà greca
il centro di tutta l’architettura
era il tempio, dimora della divinità,
del sacro e dell’eterno. Nell’architettura
templare greca, le singole parti dovevano
contribuire in maniera organica a dare al
tutto il senso di ordine, perfezione e immutabilità.
Il tempio, sempre rivolto verso oriente,
possedeva nella sua parte più interna
una cella detta naos, sede della statua
del dio, dove avevano accesso solo i sacerdoti;
dal prolungamento delle pareti del naos
si creava un atrio, che precedeva la cella
ed era chiuso nella sua parte anteriore
da colonne. I templi di Selinunte sono costruiti
tutti secondo i canoni dell’ordine
dorico, lo stile architettonico greco più
antico, le cui caratteristiche principali
sono la semplicità e l’essenzialità,
che dànno il senso dell’ordine
e dell’immortalità divina,
contrapposte allla fugacità e al
caos del mondo sensibile.
Nel
pomeriggio si prosegue alla volta di Mazara
del Vallo, uno dei maggiori centri
d'Italia per la pesca d'altura, città
in cui culture diverse convivono con tolleranza
. Visiteremo piazza Mokarta, di fronte al
mare con i resti del castello Normanno,
la Cattedrale, con le cupole arabe a maioliche,
dove sorgeva la Moschea, il Palazzo Senatorio
e infine ci addentreremo nella Kasbah, con
i vicoli che si intrecciano, i negozietti,
i cortili e le piazze. La chiesa del Carmine
ospita la statua del Satiro Danzante, recuperata
nel Canale di Sicilia da un peschereccio
mazarese nel 1998. Rientro a Marsala, cena
in ristorante e pernottamento.
Lunedì
5/04:
Partenza per Mothia. Fondata
dai Fenici intorno al VIII a.C., Mozia è
un’isola di 45 ettari dal cui sottosuolo
affiorano i resti di una antica civiltà
rinomata per il commercio e la produzione
di tessuti tinti.
Mozia
è raggiungibile dal mare con una
barca e con la bassa marea da una strada
subacquea ancora percorribile a 50 cm di
profondità. E’ un luogo ricco
di fascino e magia.
Mozia, fondata alla fine dell'VIII sec.
a.C., per la sua posizione felice dovuta
anche alla vicinanza con l'Africa e punto
di transito obbligato per le rotte commerciali
verso la Spagna, la Sardegna e l'Italia
Centrale, divenne ben presto una delle più
floride colonie fenicie del Mediterraneo.
La presenza in Sicilia dei Greci, con cui
i Fenici avevano scambi commerciali ma anche
contatti non sempre amichevoli, causò
guerre che con alterne vicende provocarono
infine la distruzione di Mozia ad opera
di Dionisio di Siracusa nel 397a.C. Da allora
i superstiti si trasferirono sulla costa
siciliana, fondando la città di Lilibeo
l'odierna Marsala. L'isola non rimase però
del tutto disabitata come dimostrano numerose
evidenze archeologiche riscontrate nel corso
degli scavi.
I reperti più significativi degli
scavi di Mozia sono esposti nel piccolo
Museo Archeologico ivi creato da Giuseppe
Whitaker, uomo di raffinata cultura, appassionato
studioso di scienze naturali, storia e archeologia,
che nei primi anni di questo secolo acquistò
l'isola e vi condusse i primi scavi sistematici.
A questo illustre membro di una ricca famiglia
inglese che aveva industrie e commerci in
Sicilia, si deve il primo fondamentale impulso
per la conoscenza e la valorizzazione del
patrimonio archeologico di Mozia
Pranzo
a Mozia.
Si
prosegue per la "Via del Sale",
un itinerario che costeggia il mare e le
saline, da cui emergono i mulini a vento
molti dei quali ancora funzionanti, visitando
l’antico Mulino di Nubia.
Dopo
pranzo proseguiremo per Segesta,
celebre per il Tempio e il Teatro del V
sec. a.C. che sorgono intatti su un poggio
al centro di una suggestiva vallata. La
data della fondazione non è conosciuta,
ma da documenti risulta che la città
era abitata nel IV secolo a.C. Lo storico
greco Tucidide narra che i profughi troiani,
attraversando il Mar Mediterraneo, giunsero
fino in Sicilia, e fondarono Segesta ed
Erice. Questi profughi presero il nome di
Elimi. Secondo il mito, Segesta sarebbe
stata fondata da Aceste (che ne fu il primo
re), figlio della nobile troiana Egesta
e del dio fluviale Crimiso. Segesta fu distrutta
dai Vandali nel V secolo, e mai più
ricostruita nelle dimensioni del periodo
precedente.
Ciononostante, vi rimase un piccolo insediamento
e, dopo la cacciata degli Arabi, i Normanni
vi costruirono un castello. Questo, ampliato
in epoca sveva, fu il centro di un borgo
medievale. Se ne perse poi quasi il nome
fino al 1574, quando lo storico domenicano
Tommaso Fazello, artefice dell'identificazione
di diverse città antiche della Sicilia,
ne localizzò il sito. Particolare
è la costruzione di un tempio di
perfette fattezze doriche in una città
elima. L'ipotesi prevalente è che
non sia mai stato terminato, non presentando
resti né della cella né della
copertura né delle scanalatura delle
colonne: il suo completamento sarebbe stato
impedito dalle guerre. Alternativamente
si è pensato ad un utilizzo della
struttura per riti indigeni o che la cella
e la copertura fossero stati costruiti in
legno. Recentemente sono state trovate tracce
della cella, interrate all'interno del tempio,
insieme a tracce di costruzioni precedenti.
Si
tratta di un tempio periptero esastilo.
Sul lato lungo presenta invece quattordici
colonne (in totale 36 quindi). Il tempio
è stato costruito durante l'ultimo
trentennio del V secolo a.C., sulla cima
di una collina a ovest della città,
fuori dalle sue mura. Per la sua fattura
e per il suo attuale stato di conservazione,
può considerarsi uno fra i templi
più belli dell'antichità.
Il teatro, che può datarsi intorno
alla metà del III secolo a.C., è
posto sulla collina opposta a quella del
tempio, a circa 440 metri di altezza. Sette
cunei dividono i posti degli spettatori.
Le separazioni sono fatte in travertino.
La divisione orizzontale del teatro (diazoma)
permetteva lo spostamento degli spettatori
da una sezione all'altra del teatro.
Nel tardo pomeriggio arrivo a Palermo ed
imbarco sul volo Alitalia per Roma in prima
serata.