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In viaggio con Palladio  
Viaggio di Pasqua
Giovedì 1 / Lunedì 5 Aprile 2010    
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La Sicilia Occidentale
   
 La purezza del contorno, la morbidezza dell’assieme, il digradare dei toni, l’armonia del cielo, del mare e della terra. Chi ha visto tutto questo, non lo dimentica più... È in Sicilia che si trova la chiave di tutto.” (Johann Wolfgang von Goethe)
 

Erice

Marsala

Trapani

Isola di Favignana

Saline di Trapani

Selinunte

Mazara del Vallo

Mozia

Segesta

 

Giovedì 1°/04: Appuntamento alle ore 07:20 con i Soci all’aeroporto L. da Vinci di Roma e partenza per Palermo con volo Alitalia con arrivo alle ore 9.15.

Arrivo a Palermo e partenza in pullman per Erice. La sua fisionomia pittoresca, con le strette e tortuose vie, gli edifici medioevali, lo splendido panorama, uno dei più celebrati della Sicilia, la dolcezza del clima ne fanno una importante meta di visita. Meravigliosa sintesi di arte, storia e paesaggio, la cittadina di Erice conserva praticamente intatto il suo centro medievale, perfettamente integrato con la morfologia del monte ed armoniosamente fuso con la splendida natura circostante.

L'impianto urbano ha perfetta forma triangolare ed è delimitato sul lato occidentale da mura ciclopiche, interrotte da torrioni e da tre porte normanne: porta Spada, porta del Carmine e porta Trapani. A sud-est dell'abitato si trova il bellissimo giardino del Balio, all'interno del quale svetta il castello Pepoli, costruito in età normanna e largamente modificato nel XIX sec. per essere trasformato in villa. Risale invece al XII sec. il castello di Venere: una tipica fortezza medievale costruita nell'area ove un tempo doveva sorgere l'antico santuario di Venere Ericina. Erice accoglie più di sessanta chiese, alcune delle quali documenti architettonici di grande pregio e preziosa testimonianza storica: tra queste la chiesa di San Martino, di San Cataldo, di San Giuliano, di San Giovanni Battista. La chiesa di San Giuliano fu costruita dai normanni intorno all'anno Mille e pesantemente trasformata nel secolo XVII; interessante per la sua facciata di pietra rosa è adibita oggi ad aula conferenze e centro culturale. Tra le chiese primeggia la Matrice, dedicata all'Assunta ed eretta nei primi anni del XIV sec. cui si aggiunse successivamente il protiro gotico davanti allo straordinario portale ogivale.

Proseguiremo per Marsala dove nel pomeriggio ammireremo la suggestiva Processione del Giovedì Santo. A Marsala, il Giovedì Santo, si svolge la processione dei Misteri viventi che simboleggia l'aspetto più antico delle sacre rappresentazioni. L'uso della celebrazione con personaggi viventi si tenne anche ad Erice e a Trapani, ma mentre nelle due città si modificò con la costruzione di statue, a Marsala è rimasta nella sua forma scenica originale.
La processione marsalese è in un certo senso una vera e propria casazza pur con le dovute differenze che distinguono gli attuali personaggi da quelli della prima metà del '600.

Cena in hotel e pernottamento.

Venerdì 2/04: In mattinata visita di Marsala, il maggior centro di produzione vinicola della Sicilia e patria del celebre vino. Fondata nel 397 a.C. dai Fenici fu uno dei porti più importanti del Mediterraneo. Marsala conserva ancora oggi l'articolazione originale dell'asse viario, sviluppato secondo un disegno tipico dell'età ellenistica (per strigas, vie parallele e ortogonali, in contrapposizione con il modello romano per cardi e decumani). Questo quadrilatero, delimitato anticamente da una cinta muraria della quale restano quattro cinquecenteschi bastioni (via Colocasio,via G.A.Omodei/via Amendola,via E. Alagna N.65,via Sibilla(baluardo Velasco), che a causa dell'incuria dei governi cittadini ne hanno permesso, in passato, la demolizione parziale e la costruzione di palazzi),racchiude il centro storico con il cinquecentesco quartiere spagnolo, che oggi ospita gli uffici del comune; Palazzo VII aprile, costruito tra il ‘500 e il ‘600 dove in precedenza si trovava la Loggia dei Pisani, oggi sede del consiglio comunale; la chiesa madre, con la maestosa facciata barocca (incompleta), ricostruita, a partire dal 1600, sull'impianto normanno del 1176 e dedicata a San Tommaso di Canterbury; il monastero cinquecentesco di San Pietro, nell'antico quartiere ebraico; il medievale convento del Carmine e molte altre chiese, conventi, palazzi gentilizi di notevole valore storico, artistico e architettonico, costruiti in gran parte tra il XVI e il XVIII secolo (molte di queste testimonianze storiche oggi sono in uno stato di semi abbandono).

L'industria vinicola fu introdotta da John Woodhouse nel 1773, seguito dalla famiglia Florio. Nella storia del Risorgimento, Marsala è celebre per lo sbarco dei Mille, condotto da Garibaldi l'11 maggio 1860. Visiteremo il complesso di San Pietro, il Teatro del sec. XVIII e il Convento dell'Itria.

Proseguimento per Trapani. Le origini di Trapani sono così antiche che affondano nella leggenda. La morfologia peculiare dell'area geografica e la vicinanza con Eryx ne fecero ben presto un topos letterario piuttosto ricercato. La mitologia vuole che la città di Trapani sia stata originata dalla falce caduta a Cerere mentre sul carro trainato da serpi alati correva per il mondo alla ricerca della figlia rapita dal dio Ade. Per alcuni ricercatori, la città dei Feaci - Scherie - descritta nell'Odissea di Omero sarebbe proprio l'odierna Trapani. Nell'Eneide, Virgilio racconta le avventure dell'eroe troiano Enea e, fra esse, quella che lo portò a Drepano (Trapani) in Sicilia, accolto da Aceste, figlio di Crimiso e di Egesta. Qui, morì Anchise e qui il pio eroe seppellì la salma del padre sul monte Erice tornandovi successivamente.

Visiteremo l’Annunziata costruita qualche anno dopo il 1240 sui resti di un precedente edificio religioso, racchiude al suo interno numerose opere di artisti locali e la Cattedrale di S. Lorenzo, l’edificio religioso più importante della città, che conserva al suo interno importanti opere d’arte, tra cui una crocifissione attribuita al pittore fiammingo Van Dyck. A fine visite rientro a Marsala, cena in ristorante e pernottamento.

Sabato 3/04: Partenza dal porticciolo di Marsala per l’isola di Favignana con motonave riservata. Durante la navigazione sarà offerta la colazione. Fin dal paleolitico superiore (10.000 a.C.), Favignana si è rivelata come sicuro rifugio per l'uomo, del quale, nel corso degli anni, sono state trovate evidenti tracce nei pressi delle grotte del faraglione e nella grotta del pozzo in zona S.Nicola. La stessa zona ospitò, attorno l'VIII secolo a C., i fenici dei quali sono tuttora visibili grotte di abitazione e di uso funerario. Le acque delle Egadi furono teatro delle celebri guerre puniche, che decretarono la supremazia dell'Impero Romano nei confronti del popolo cartaginese, con la conseguente conquista della Sicilia, che divenne a tutti gli effetti provincia romana.

A Favignana effettueremo un giro in barca nelle cale per ammirare meravigliosi anfratti e grotte. Sbarcheremo per visitare il piccolo borgo dei pescatori, il palazzo Florio e la tonnara risalente al 1874, quando Ignazio Florio acquistò le Egadi per tre milioni dalla famiglia Pallavicino, impiantò il maggior stabilimento europeo per la lavorazione del pesce e rafforzò la mattanza .All'interno degusteremo i prodotti tipici di tonnara. In navigazione del ritorno a Marsala effettueremo un pranzo a bordo con prodotti tipici.

Nel pomeriggio visiteremo le famose Saline di Trapani all’interno della Riserva Regionale Saline di Trapani e Paceco. Il geografo arabo al-Idrisi documenta la presenza delle saline già nel periodo della dominazione normanna in Sicilia. Sotto il regno di Federico di Svevia fu istituito il monopolio di Stato sulla produzione del sale, che si protrasse anche durante la dominazione angioina. La Riserva comprende una fascia costiera estesa quasi mille ettari, suddivisi in zona A di Riserva (707 ha) e zona B di Pre-Riserva (278,75 ha), al confine tra i comuni di Trapani e Paceco. Gran parte della Riserva è costituito da saline in cui viene tuttora praticata la estrazione del sale secondo le tecniche tradizionali in uso da secoli. Di notevole impatto paesaggistico la presenza di numerosi mulini a vento utilizzati per pompare l'acqua tra i bacini.
I il sito si caratterizza per il fatto di essere una delle più importanti aree umide costiere della Sicilia occidentale, ambiente di sosta di numerose specie di uccelli migratori.
L'ambiente delle saline, fortemente salmastro, ospita numerose specie erbacee o arbustive adattatesi alle condizioni ambientali estreme che questa area presenta. Qui assisteremo allo spettacolare tramonto dove i colori si fondono con i riflessi delle acque e le ombre dei mulini a vento. Rientro a Marsala, cena in ristorante e pernottamento in hotel.

domenica 4/04: Partenza per Selinunte, uno dei capisaldi di un viaggio in Sicilia per la grandiosità incomparabile delle rovine archeologiche che offrono un quadro della vita di una città greca del V sec. a.C. Alla profonda impressione che esse destano contribuisce la solitudine del luogo,il vicino mare, l'indescrivibile colore del paesaggio. La città di Selinunte sorge su un promontorio, poco distante dal mare, tra Marsala e Agrigento. Dapprima abitata dai Sicani e poi dai Fenici, fu colonia greca a partire dalla metà (o dalla fine) del VI sec. a. C.
Il parco archeologico di Selinunte è oggi considerato il più ampio ed imponente d’Europa: si estende per 1740 km quadrati e comprende numerosi templi, santuari e altari. Su una collina situata ad est della cittadina, più internata rispetto all’acropoli, si innalzano altri 3 templi. Nella civiltà greca il centro di tutta l’architettura era il tempio, dimora della divinità, del sacro e dell’eterno. Nell’architettura templare greca, le singole parti dovevano contribuire in maniera organica a dare al tutto il senso di ordine, perfezione e immutabilità. Il tempio, sempre rivolto verso oriente, possedeva nella sua parte più interna una cella detta naos, sede della statua del dio, dove avevano accesso solo i sacerdoti; dal prolungamento delle pareti del naos si creava un atrio, che precedeva la cella ed era chiuso nella sua parte anteriore da colonne. I templi di Selinunte sono costruiti tutti secondo i canoni dell’ordine dorico, lo stile architettonico greco più antico, le cui caratteristiche principali sono la semplicità e l’essenzialità, che dànno il senso dell’ordine e dell’immortalità divina, contrapposte allla fugacità e al caos del mondo sensibile.

Nel pomeriggio si prosegue alla volta di Mazara del Vallo, uno dei maggiori centri d'Italia per la pesca d'altura, città in cui culture diverse convivono con tolleranza . Visiteremo piazza Mokarta, di fronte al mare con i resti del castello Normanno, la Cattedrale, con le cupole arabe a maioliche, dove sorgeva la Moschea, il Palazzo Senatorio e infine ci addentreremo nella Kasbah, con i vicoli che si intrecciano, i negozietti, i cortili e le piazze. La chiesa del Carmine ospita la statua del Satiro Danzante, recuperata nel Canale di Sicilia da un peschereccio mazarese nel 1998. Rientro a Marsala, cena in ristorante e pernottamento.

Lunedì 5/04: Partenza per Mothia. Fondata dai Fenici intorno al VIII a.C., Mozia è un’isola di 45 ettari dal cui sottosuolo affiorano i resti di una antica civiltà rinomata per il commercio e la produzione di tessuti tinti.

Mozia è raggiungibile dal mare con una barca e con la bassa marea da una strada subacquea ancora percorribile a 50 cm di profondità. E’ un luogo ricco di fascino e magia. Mozia, fondata alla fine dell'VIII sec. a.C., per la sua posizione felice dovuta anche alla vicinanza con l'Africa e punto di transito obbligato per le rotte commerciali verso la Spagna, la Sardegna e l'Italia Centrale, divenne ben presto una delle più floride colonie fenicie del Mediterraneo.
La presenza in Sicilia dei Greci, con cui i Fenici avevano scambi commerciali ma anche contatti non sempre amichevoli, causò guerre che con alterne vicende provocarono infine la distruzione di Mozia ad opera di Dionisio di Siracusa nel 397a.C. Da allora i superstiti si trasferirono sulla costa siciliana, fondando la città di Lilibeo l'odierna Marsala. L'isola non rimase però del tutto disabitata come dimostrano numerose evidenze archeologiche riscontrate nel corso degli scavi.
I reperti più significativi degli scavi di Mozia sono esposti nel piccolo Museo Archeologico ivi creato da Giuseppe Whitaker, uomo di raffinata cultura, appassionato studioso di scienze naturali, storia e archeologia, che nei primi anni di questo secolo acquistò l'isola e vi condusse i primi scavi sistematici. A questo illustre membro di una ricca famiglia inglese che aveva industrie e commerci in Sicilia, si deve il primo fondamentale impulso per la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio archeologico di Mozia

Pranzo a Mozia.

Si prosegue per la "Via del Sale", un itinerario che costeggia il mare e le saline, da cui emergono i mulini a vento molti dei quali ancora funzionanti, visitando l’antico Mulino di Nubia.

Dopo pranzo proseguiremo per Segesta, celebre per il Tempio e il Teatro del V sec. a.C. che sorgono intatti su un poggio al centro di una suggestiva vallata. La data della fondazione non è conosciuta, ma da documenti risulta che la città era abitata nel IV secolo a.C. Lo storico greco Tucidide narra che i profughi troiani, attraversando il Mar Mediterraneo, giunsero fino in Sicilia, e fondarono Segesta ed Erice. Questi profughi presero il nome di Elimi. Secondo il mito, Segesta sarebbe stata fondata da Aceste (che ne fu il primo re), figlio della nobile troiana Egesta e del dio fluviale Crimiso. Segesta fu distrutta dai Vandali nel V secolo, e mai più ricostruita nelle dimensioni del periodo precedente.
Ciononostante, vi rimase un piccolo insediamento e, dopo la cacciata degli Arabi, i Normanni vi costruirono un castello. Questo, ampliato in epoca sveva, fu il centro di un borgo medievale. Se ne perse poi quasi il nome fino al 1574, quando lo storico domenicano Tommaso Fazello, artefice dell'identificazione di diverse città antiche della Sicilia, ne localizzò il sito. Particolare è la costruzione di un tempio di perfette fattezze doriche in una città elima. L'ipotesi prevalente è che non sia mai stato terminato, non presentando resti né della cella né della copertura né delle scanalatura delle colonne: il suo completamento sarebbe stato impedito dalle guerre. Alternativamente si è pensato ad un utilizzo della struttura per riti indigeni o che la cella e la copertura fossero stati costruiti in legno. Recentemente sono state trovate tracce della cella, interrate all'interno del tempio, insieme a tracce di costruzioni precedenti.
Si tratta di un tempio periptero esastilo. Sul lato lungo presenta invece quattordici colonne (in totale 36 quindi). Il tempio è stato costruito durante l'ultimo trentennio del V secolo a.C., sulla cima di una collina a ovest della città, fuori dalle sue mura. Per la sua fattura e per il suo attuale stato di conservazione, può considerarsi uno fra i templi più belli dell'antichità. Il teatro, che può datarsi intorno alla metà del III secolo a.C., è posto sulla collina opposta a quella del tempio, a circa 440 metri di altezza. Sette cunei dividono i posti degli spettatori. Le separazioni sono fatte in travertino. La divisione orizzontale del teatro (diazoma) permetteva lo spostamento degli spettatori da una sezione all'altra del teatro.

Nel tardo pomeriggio arrivo a Palermo ed imbarco sul volo Alitalia per Roma in prima serata.

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  i informazioni sul viaggio
 
Riservato ai Soci Sostenitori
Prenotazioni entro il 12/03/2010 e fino a esaurimento posti.
App.to ore 7.20 aeroporto L. da Vinci di Roma Fco, banco Alitalia
Quota Euro 1140.00 p.p. (suppl.to camera singola Euro 185.00)
La quota comprende: volo aereo Alitalia Roma/Palermo A/R; tasse apt; 4 pernottamenti hotel New Palace di Marsala (dimora storica cat. 5*); prima colazione a buffet e 4 cene in ristorante con menu del territorio; navigazione a Favignana; pranzo e degustazione a Favignana; pranzo a Mozia; trasferimenti in pullman; biglietti d’ingresso; visite guidate; assicurazione; dispensa.
 
L'albergo    

Hotel New Palace Hotel (5*) - Marsala  

Il New Palace Hotel nasce nella metà dell'800, grazie all'inglese Carlo Gordon, amministratore della "Fattoria Florio", che costruì un singolare ed imponente edificio di stile inglese per adibirlo ad abitazione di famiglia.

In seguito l'immobile fu acquistato e abitato da nobili casati marsalasi fino alla seconda guerra mondiale. Subito dopo la proprietà fu posta in vendita dagli stessi nobili. Dal 1998 la famiglia Li Mandri, da più di trent'anni nel settore della ristorazione, ha trasformato l'edificio in un elegante e moderno complesso di ricezione turistica e di ristorazione senza alterarne i connotati artistici e storici.

Nel 2006 il New Hotel Palace inaugura in nuovo ed elegante 5 stelle, fiore all'occhiello della provincia di Trapani. La convinzione di realizzare è una eredità di famiglia, un sogno avveratosi col passare degli anni.
Un desiderio voluto ad ogni costo dal Sig. Li Mandri Tommaso papà della struttura e veterano d'arte ristorativa. Nel suo hotel niente passa inosservato al suo controllo, l'albergo è la sua passione, la sua dimora.

Con il suo ampio giardino, l'eccellente scelta di ristoranti e bar, la piscina, le due sale riunioni e conferenze con capienza fino a 200 persone, le visite e le escursioni guidate, l'hotel è perfetto per un soggiorno sulla costa siciliana all'insegna di relax, benessere, gastronomia e cultura.


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