Sabato
24/07: In un crescendo di forti
emozioni questo itinerario ci porterà
in visita ad alcune delle residenze più
interessanti e poco conosciute poste nell'Alto
Lazio tra le colline della Tuscia e i calanchi
di Orvieto nella verde Umbria.
Inizieremo le nostre visite dal castello
della Sala, in Umbria, una bella fortezza
d'origine medievale posta a cavallo tra
il fiume Paglia e la vetta del vicino Monte
Nibbio.
La
tenuta del Castello della Sala si estende
oggi su una superficie totale di oltre 500
ettari, di cui 160 ettari coltivati a vigna,
piantati tra i 200 e i 400 metri sul livello
del mare, su un suolo argilloso e ricco
di fossili del Pliocene di origine sedimentaria
e vulcanica.
Circa
8 ettari di questo territorio coltivato
all'interno della tenuta sono ricoperti
da albero di ulivo per la produzione, ristretta
ad uso domestico, di un ottimo olio extravergine
di oliva.
I
vigneti del Castello della Sala erano, in
origine, piantati con varietà miste
di uve tradizionali, principalmente Procanico
e Grechetto che tutt'ora vengono coltivati
nella tenuta. Il Castello della Sala venne
costruito a partire da 1350 per Angelo Monaldeschi
della Vipera, la cui famiglia era giunta
in Italia al seguito di Carlo Magno nel
IX secolo.
Dal
1300 i membri della famiglia si osteggiarono
per il controllo di Orvieto, e le lotte
per la supremazia divennero così
intense che nel 1337 Angelo ed i suoi tre
fratelli adottarono ciascuno un nome e crearono
un clan feudale: il maggiore si chiamò
della Cervara, un altro del Cane ed il terzo
dell'Aquila; ed Angelo, che probabilmente
era il più bellicoso, della Vipera.
Questa
vasta tenuta è’ oggi una delle
tenute della famiglia Antinori, ua delle
famiglie italiane che producono da maggior
tempo alcuni tra i più celebri e
rinomati vini d'Italia. Le cantine producono
vini pregiati che verranno degustati dopo
la visita.
L’itinerario
ci porterà in visita al castello
di Alviano posto nei pressi dell’omonimo
lago. Questo centro dell'Amerino raggiunse
il massimo dello splendore ai tempi di Bartolomeo
di Alviano , che tra il '400 e il '500 fu
conosciuto in tutta Europa sia per le sue
imprese di guerra, come capitano di ventura,
sia per i rapporti con le più potenti
famiglie dell'epoca.
È a Bartolomeo che si deve la ricostruzione
e l'ampliamento dell' antica fortificazione
costruita intorno all'anno 1000 dal Conte
Offredo. Nel 1654 la rocca venne acquistata
da Donna Olimpia Maidalchini-Pamphili cognata
di Innocenzo X per 265.000 scudi. Donna
Olimpia è rimasta nell'immaginario
popolare per le leggende legate ai suoi
costumi licenziosi.
Nel
pomeriggio arrivo al castello Costaguti
Afan de Rivera di Roccalvecce, con sistemazione
nelle camere riservate all'interno del maniero,
tutte arredate con dipinti e mobilio originale.
In
prima serata, seduti al fresco dei bei giardini
del castello, ammireremo l’operetta
"La vedova allegra" con orchestra,
voci, costumi, balletto e scenografie.
Al
termine del concerto saremo ospitati a cena
con gli artisti al castello e pernottamento
nel castello.
Domenica 25/07: In mattinata,
guidati dal Marchese Diego Afan de Rivera
Costaguti visiteremo il castello di Roccalvecce,
posto nel paese medievale di Roccalvecce,
deliziosamente conservato, chedomina una
delle colline che caratterizzano lo splendido
panorama della zona compresa tra Viterbo
ed Orvieto, il lago di Bolsena ed il Tevere.
Al
centro del paese, situato nella parte più
alta si erge il Castello Costaguti. Il nucleo
più antico del castello Costaguti
risale certamente al Medioevo, come testimoniato
dall'analisi dei documenti e delle murature.
Nel
1685 Lorenzo Chigi vendette a Giovanni Giorgio
Costaguti l'ultima parte ancora nelle mani
della famiglia senese. Passato dunque alla
famiglia Costaguti l'intero edificio subì
una radicale trasformazione atta ad ingentilire
il vecchio maniero, trasformandolo così
in una sorta di castello - palazzo dalle
forme aggraziate.
La
stessa chiesa, anticamente cappella del
castello ed oggi chiesa parrocchiale, venne
ingrandita e trasformata con una nuova facciata,
senza però trasformare l'antico rapporto
di contiguità chiesa-castello.
A
seguire trasferimento a Marta dove visiteremo
i magnifici giardini della villa della Cannara,
dove i proprietari ci guideranno alla scoperta
di quella che era una peschiera medievale
ed ora un magnifico giardino sorto intorno
al fiume Marta con un piccolo e grazioso
lago dove i colori dei fiori si specchiano
nelle limpide acque.
Il
giardino è di un verde intenso e
di fiori spettacolari, ricco di decine e
decine di specie vegetali endemiche ed esotiche,
che i proprietari mostrano con orgoglio
e cortesia ai gruppi di visitatori.
Accanto
al fiume ed attorno ad un piccolo lago,
alberi e arbusti, bambù e prati e
fiori. Rose e peonie, iris e violette, papaveri
e calle sino al grande fiore dil loto. Una
regia di assieme discreta ma continua con
disegni più romantici che geometrici.
Dopo
la pausa pranzo partenza per Roma.