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palladio turismo culturale dal 1994

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il viaggio
Una giornata in visita a due tra più importanti castelli degli Orsini nel Lazio, seguendo le orme di Federico Cesi, il “Linceo”.

clicca sulla mappa per ingrandire

Distanza: Distanza: 64 km - 48 km su strade a scorrimento veloce
i luoghi

 

 

 

 

 

Il castello Orsini di Monte S. Angelo sorge sull’altura del colle Patulo, tra le più elevate del gruppo dei monti Cornicolani. Primi costruttori un una rocca a Sant’Angelo furono i monaci dell’abbazia di San Paolo che eressero sui resti di un tempio pagano un’abbazia fortificata. Nel Duecento, provenienti da Napoli, il piccolo borgo passò alla famiglia Capocci che vi rimase fino al 1370 quando passò agli Orsini. Furono questi ultimi tra la fine del XIV e gli inizi del XV secolo a rafforzare la rocca con un imponente ciclo di lavori atti ad innalzare nuove e possenti murature con merlature rafforzate agli angoli da robusti torrioni e da un nuovo ingresso. Attorno al castello continuava nel frattempo l’espansione del borgo con la costruzione di numerose costruzioni che posero il castello al centro di un notevole sistema urbanistico. Papa Innocenzo III decise di impossessarsi del castello, facendolo assediare dalle sue truppe che ebbero la meglio sui difensori. Terminato l’assedio la rocca venne data in controllo a cardinali eletti direttamente dal papa.

Nel 1491 il castello ed il feudo tornarono agli Orsini che lo tennero fino alla fine del Cinquecento quando il feudo venne ceduto ai Cesi. Dal 1594 al 1668 i Cesi intrapresero, come già avvenuto per il poco distante castello di San Polo dei Cavalieri, importanti lavori di trasformazione del vecchio castello in una piàù adeguata dimora principesca. Gli interni vennero così adeguati alle nuove sigenze dei proprietari mentre l’esterno rimase inalterato nelle sue severe strutture difensive. Nella prima metà del Seicento il castello ospitò l’illustre Federico Cesi, fondatore nel 1603 dell’Accademia dei Lincei che qui si rifugiò dopo le sfortunate vicende della sua Accademia. Federico iniziò ben presto ad interessarsi all’archeologia, promuovendo scavi e ricerche nella zona e allestendo un piccolo antiquarium all’interno del maniero di famiglia. Successero ai Cesi i potenti Borghese che tennero il castello ininterrottamente fino all’Unità d’Italia. In epoche più recenti venne acquistato da famiglie locali, i Chiappino che nel 1596 lo vendettero ai Cornacchia. Il castello si presenta oggi al centro del vecchio borgo, a pianta quadrata con torrioni angolari con scarpa, tutto in pietra locale. Poco rimane degli ambienti interni che sappiamo essere stati decorati da preziosi marmi ed affreschi.

San Polo dei Cavalieri si erge a circa 700 metri sul livello del mar, alle pendici di Monte Morra e Monte Gennaro, nel cuore del Parco dei Monti Lucretili. Il suo elemento distintivo: il Castello, strategica rocca difensiva che uno strano gioco di tornanti e di alture nasconde o fa velocemente vedere una volta lasciata la via Tiburtina, domina a 360 gradi l'intera prospettiva delle valli circostanti fino a Roma. La mole maestosa e compatta del Castello, severa e piacevole ad un tempo, trasuda tutta intera la storia che si è consumata al suo interno e con i suo affreschi ed il suo Mastio ancora intatto, sollecita l'immaginazione, le emozioni e la fantasia.

Le destinazioni storiche del manufatto, da quella missionaria e pionieristica dei Benedettinidi San Paolo fuori le Mura (1081), quella agricola-militare degli Orsini (1390-1438) a quella sfarzosa e scientifica dei Cesi (1558-1678) e a quella minore dei "massari " vengono distintamente percepite dal visitatore che riceve specifiche suggestioni dalla monumentalità delle sue strutture architettoniche e dagli affreschi cinquecenteschi. E' proprio in questo scenario naturale, tra i monti a dominare le valli che la dividono da Tivoli e a sorvegliare la Tiburtina Valeria che porta alla Roma papalina, che i monaci benedettini di San Paolo fuori le Mura, per esigenze difensive, fortificavano l'antica torre di guardia che sorgeva al centro del "Fundum Sancti Pauli in Jana": siamo nel 1029/81; già nel 978, Benedetto VII riconfermava il "fundum" ai monaci, il che fa presumere che l'antica torre, l'odierno Mastio, già esistesse, come adattamento, sin dal 604, di un'antica costruzione romana. La seconda fortificazione della torre, e la trasformazione in "castrum", avveniva per opera degli Orsini, che investiti feudatari nel 1390 da Bonifacio IX, ultimavano le opere di fortificazione e trasformazione della Rocca nel 1438, come conferma l'antica iscrizione del Pluteale posto a fine lavori. Il 1558 segna l'inizio di una nuova dinastia s San Polo: i Cesi. Comprato il "castrum" per 7000 scudi, tramontata l'importanza militare del luogo, lo trasformarono in Palazzo Baronale per volontà del Cardinale Federico Cesi, grande mecenate delle arti.

Fu questo un periodo di splendore per il Palazzo, arricchito dagli affreschi quasi certamente attribuiti allo Zuccari e al Muziano, alleggerito dall'apertura di grandi finestre su disegno del Guidetti, architetto dei Cesi: in particolare fu scelto da Federico Cesi il "Linceo", suo principe, come luogo di incontro, d'arte e cultura per le ricerche e i cenacoli del Lincei, tra i quali Faber, Stelluti e Galileo. Tutto durò fino al 1656, quando un'epidemia di peste decimò il parese e allontanò i Cesi dal Palazzo, poi venduto nel 1678 ai Borghese che lo tennero fino al 1860. Da allora le vicissitudini del palazzo sono state molteplici, finché, sul finire degli anni '50, l'architetto Luca Brasini ne cura un preliminare restauro.

info sul viaggio organizzato per i Soci di Palladio
  • Quota Euro 40.00 p.p.
    La quota comprende:
    - viaggio in pullman
    - visite guidate

    Possibilità di prenotare il pranzo.
    Rientro a Roma ore 19.30 ca.
    Prenota entro il 28/05.
    App.to ore 9.00 in p.le Ostiense, fontana palazzo ACEA

 
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Castelli del Lazio
 
I Castelli Orsini - Cesi di san Polo dei Cavalieri e di sant’Angelo Romano
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Domenica 1° Giugno 2008
Prenotazione obbligatoria entro il 28/05/2008