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palladio turismo culturale dal 1994

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il viaggio
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Una giornata tra castelli e abbazie del Lazio.

Visita alla celebre abbazia benedettina di Montecassino, una tra le più importanti abbazie del mondo. Fondata nel 529 dal Santo è legata alla figura dell’abbate Desiderio, futuro Papa Vittore III, che nell'XI sec. ricostruì l'abbazia, nel tempo più volte distrutta e ricostruita, l’ultima dopo i bombardamenti del 1944. Visiteremo i chiostri,la basilica del Fanzago, con i dipinti di Luca Giordano, gli splendidi altari, il coro ligneo e il ricco museo. Visiteremo la abbazia cisterciense di Casamari, edificata in stile gotico dal 1203 da monaci francesi, con il bel chiostro. Ci sposteremo al castello medievale di Vicalvi, roccaforte posta su un’alta rupe. Il castello risale al periodo longobardo, fu distrutto da Enrico di Hohenstanfen e ricostruito da Filippo I° Colonna. A breve distanza, visiteremo infine il castello d’Avalos ubicato a Monte S. Giovanni Campano.

Periodo storico: X - XV secolo

Tempo e Distanza
Tempo: 03h43 - 03h14 su strade a scorrimento veloce
Distanza: 388km - 368km su strade a scorrimento veloce

i luoghi

 

Montecassino

Fondata nel 529 da San Benedetto da Norcia sul luogo di un'antica torre e di un tempio dedicato ad Apollo, situato a 519m s.l.m., ha subito nel corso della sua storia una alterna vicenda di distruzioni, saccheggi, terremoti e di una conseguente ricostruzione. Per tutto il medioevo fu un centro vivissimo di cultura attraverso i suoi abati, le sue biblioteche, i suoi archivi, le scuole scrittorie e miniaturistiche che trascrissero e conservarono molte opere dell'antichità. Testimonianze storiche del più alto interesse e di sicura validità sono state raccolte e tramandate a Montecassino: dai primi preziosi documenti in lingua volgare ai famosi codici miniati cassinesi, ai preziosi e rarissimi incunaboli.

Il più illustre dei suoi abati fu forse Desiderio (il futuro Papa Vittore III) che alla fine dell'XI secolo fece ricostruire completamente l'abbazia ed ornò la chiesa di preziosissimi affreschi e mosaici, il cui riflesso si può ancora oggi scorgere in quelli che lo stesso abate fece eseguire in Sant'Angelo in Formis. Dalla Chronica Monasterii Casinensis sappiamo che l'abate Desiderio impiegò sforzi e capitali notevoli per la ricostruzione della chiesa abbaziale, compiuta in soli cinque anni (1066-71), utilizzando materiali lapidei provenienti da Roma e facendo venire da Bisanzio anche mosaicisti e artefici vari. La maggior parte della decorazione, della chiesa e dei nuovi ambienti del monastero successivamente riedificati, era costituita da pitture, oggi in maggior parte perdute, di cui conosciamo soltanto alcuni soggetti, come le Storie dell'Antico e Nuovo Testamento nell'atrio, di cui si conservano interamente i tituli scritti dall'arcivescovo di Salerno Alfano. Il ricorso a mosaicisti bizantini era motivato, come leggiamo nella Chronica, poiché: «da più di cinquecento anni i maestri latini avevano tralasciato la pratica di tali arti e per l'impegno di quest'uomo ispirato ed aiutato da Dio esse furono rimesse in vigore in questo nostro tempo», inoltre, «affinché la loro conoscenza non cadesse ancora oltre in oblio in Italia, quell'uomo pieno di sapienza decise che molti giovani del monastero fossero con ogni diligenza iniziati in tali arti. Tuttavia non solo in questo campo, ma anche per tutti i lavori artistici che si possono compiere con oro, argento, bronzo, ferro, vetro, avorio, legno, gesso o pietra, fece venire i migliori artisti selezionati dai suoi monaci».

 

 

 

Casamari

L' Abbazia di Casamari è uno dei più importanti monasteri italiani di architettura gotica cistercense. Fu costruita nel 1203 e consacrata nel 1217. Si trova nel territorio del comune di Veroli, in provincia di Frosinone. Essa fu edificata sulle rovine dell'antico municipio romano denominato Cereatae, perché dedicato alla dea Cerere. Il nome Casamari è di origine latina e significa "Casa di Mario", patria di Caio Mario, celebre condottiero, sette volte console e avversario di Silla nella guerra civile dell'88 a.C..

Con la decadenza dell'Impero romano e le susseguenti invasioni barbariche Cereatae-Casa Marii subì le stesse sorti di decadimento di Roma, fino a quando i monaci benedettini nell'XI secolo s'insediarono nel luogo e vi fondarono l'abbazia.La "Cronaca del Cartario" o "Chartarium Casamariense" redatto dal monaco casamariense Gian Giacomo de Uvis per conto dell'abate affidatario riporta le notizie riguardanti la fondazione dell'abbazia stessa.
Secondo il resoconto, nel 1005 alcuni monaci della vicina Veroli decisero di riunirsi in un monastero e scelsero Cereatae-Casa Marii edificando sui resti di un tempio di Marte. Alcuni di essi (Benedetto, Giovanni, Orso e Azo) si diressero nel monastero di Sora per richiedere il saio di frate.
Secondo alcuni storici è datata al 1005 l'erezione di una chiesa dedicata a San Giovanni e San Paolo, mentre la costruzione del monastero si fa risalire al 1036. Tra il 1140 ed il 1152 i monaci benedettini si sostituirono ai monaci cistercensi. Fra il XII e il XIX secolo il monastero ebbe alterne fortune: dapprima acquistò possedimenti nella zona ed avviò la fondazione di nuovi monasteri anche nel Meridione, seguì all'inizio del XV secolo un periodo di decadimento, comune a tutti i monasteri della regione. Nel 1623 addirittura i monaci si ridussero ad otto. L'abbazia conobbe un piccolo periodo di prosperità dopo il 1717, quando Clemente XI la affidò ai monaci cistercensi riformati, detti trappisti. Nel 1799 alcuni soldati francesi depredarono l'abbazia e dal 1811 al 1814 seguì l'ateismo imposto da Napoleone. Nel 1874 l'abbazia fu dichiarata monumento nazionale e riacquistò così una posizione di prestigio e una maggiore stabilità economica. Ne1 1929 la congregazione di Casamari fu eletta canonicamente congregazione monastica e fu aggregata alle altre dell'ordine dei Cistercensi

 

Vicalvi

Situato alla sommità di un colle che domina le valli del Fibreno e di Comino, a circa 600 metri di quota, il castello di Vicalvi ha origini longobarde e risale al secolo XI, quando fu costruito su mura megalitiche preromane, probabili resti dell'antica Alba degli Equicoli. Nel 1191 il castello fu visitato dall'imperatrice Costanza e nel 1208 dal Papa Innocenzo III.
A lungo feudo dell'abbazia di Montecassino, il castello passò poi ai Cantelmo, duchi di Sora e Alvito. Nel 1528 il castello resistette all'assedio di un esercito francese formato da trentamila fanti e cinquemila cavalieri, inviato contro il Regno di Napoli.
Durante la seconda guerra mondiale il borgo fu sede di un ospedale militare tedesco, in prossimità del fronte (linea Gustav). A ricordo di questo episodio resta una grande croce rossa dipinta su uno dei lati del castello, ancora perfettamente visibile.

Castello d'Avalos di Monte San Giovanni Campano

Il castello di Monte San Giovanni Campano per la sua posizione strategica fu per due secoli – dal Mille al Duecento -, lungamente conteso da feudatari, vescovi, imperatori e papi. Prime notizie relative al castello di risalgono ai primi decenni dell’XI secolo, feudo di una qualche famiglia ma posto sotto il controllo dei potenti vescovi di Veroli. In questo periodo il borgo, già munito di un poderoso fortilizio, era denominato da Castelforte. Nella seconda metà del Mille per intervento di Roberto il Guiscardo il feudo passò ai conti d’Aquino, cui rimase per oltre tre secoli e nel 1153 con papa Eugenio III, fu posto sotto la protezione della Chiesa. In questo periodo i d’Aquino provvidero alla fortificazione del borgo con una poderosa cinta muraria composta da oltre 14 torri e alla costruzione del castello che resistette agli assalti di Guglielmo il Malo, di Federico Barbarossa e nel 1186 dell’imperatore Enrico VI. Nel 1243, prigioniero del padre, Landolfo, vi venne confinato per due anni san Tommaso d’Aquino che, secondo leggenda, riuscì a scappare da un balcone. Alla metà del Quattrocento per quasi un decennio il castello fu confiscato da papa Martino V Colonna ma ritornò ai d’Aquino poco dopo e, a seguito di matrimoni passò agli Aragonesi e quindi nell’orbita del Regno di Napoli. Nel 1495 il castello subì un devastante attacco delle truppe angioine di Carlo VIII e agli inizi del XVI secolo, confiscato da papa Alessandro VI, fu donato a Rodrigo Borgia. Nel 1568 il castello divenne centro del nuovo ducato d’Aquino d’Avalos creato da papa Pio V ma nel 1595 papa Clemente VIII Aldobrandini lo acquistò per essere nuovamente sotto il controllo di Roma e rafforzare il confine meridionale dello Stato della Chiesa. Nel 1798 borgo e castello furono occupatati dalle truppe francesi e a metà dell’Ottocento vennero coinvolti nei moti risorgimentali. Nel 1915 un terremoto danneggiò gravemente il vecchio castello. Il castello sorge nella parte più alta del paese e risale, nelle sue fasi costruttive all’XI e al XIII secolo. E’ distinto in due nuclei, il primo di chiara funzione militare costituito da due torrioni e costruzioni per l’alloggiamento delle truppe; l’altro costituito dal palazzo feudale e luogo di residenza del castellano di cui rimangono due torri, una parte del recinto turrito ed il palazzetto residenziale. Sono inoltre presenti il mastio, alto quasi venti metri e con mura alla base spesse tre metri e una torre pentagonale, tra loro collegate da un passaggio coperto. Buona parte del castello, dalle mura alle torri fino ad alcuni elementi decorativi, crollarono o furono gravemente danneggiati per il terremoto del 1915. All’interno del castello, attraverso un giardino si giunge alla cappella, un tempo la cella di reclusione di san Tommaso, ove secondo tradizione vi fu rinchiuso san Tommaso. Notevoli le decorazioni dell’interno, risalenti al periodo dei conti d’Asquino d’Avalos, e costituite dai pavimenti in piastrelle in cotto smaltate del Cinquecento, ad una tela del pittore napoletano Solimena, ed alcuni affreschi.


info sul viaggio organizzato per i Soci di Palladio
  • • Quota Euro 39.00 p.p.
    • Prenota entro il 21/02.
    • La quota comprende: viaggio in pullman, visite guidate. Possibilità di prenotare pranzo.
    • Rientro a Roma ore 20.30 ca.
    • App.to ore 7.30 in piazzale Ostiense, alla fontana del palazzo ACEA


 
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l'approfondimento di Palladio

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Castelli e Abbazie del Lazio
 
Le abbazie di Montecassino e di Casamari; i castelli di Vicalvi e d'Avalos a Monte san Giovanni Campano
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domenica 24 febbraio 2008
Prenotazione obbligatoria entro il 14/02/2007