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| il viaggio | |||||||||||
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Una
giornata tra castelli e abbazie del Lazio. |
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Visita alla celebre abbazia benedettina di Montecassino, una tra le più importanti abbazie del mondo. Fondata nel 529 dal Santo è legata alla figura dell’abbate Desiderio, futuro Papa Vittore III, che nell'XI sec. ricostruì l'abbazia, nel tempo più volte distrutta e ricostruita, l’ultima dopo i bombardamenti del 1944. Visiteremo i chiostri,la basilica del Fanzago, con i dipinti di Luca Giordano, gli splendidi altari, il coro ligneo e il ricco museo. Visiteremo la abbazia cisterciense di Casamari, edificata in stile gotico dal 1203 da monaci francesi, con il bel chiostro. Ci sposteremo al castello medievale di Vicalvi, roccaforte posta su un’alta rupe. Il castello risale al periodo longobardo, fu distrutto da Enrico di Hohenstanfen e ricostruito da Filippo I° Colonna. A breve distanza, visiteremo infine il castello d’Avalos ubicato a Monte S. Giovanni Campano. |
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Periodo
storico: X - XV secolo |
Tempo
e Distanza |
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| i luoghi | |||||||||||
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Montecassino Fondata nel 529 da San Benedetto da Norcia sul luogo di un'antica torre e di un tempio dedicato ad Apollo, situato a 519m s.l.m., ha subito nel corso della sua storia una alterna vicenda di distruzioni, saccheggi, terremoti e di una conseguente ricostruzione. Per tutto il medioevo fu un centro vivissimo di cultura attraverso i suoi abati, le sue biblioteche, i suoi archivi, le scuole scrittorie e miniaturistiche che trascrissero e conservarono molte opere dell'antichità. Testimonianze storiche del più alto interesse e di sicura validità sono state raccolte e tramandate a Montecassino: dai primi preziosi documenti in lingua volgare ai famosi codici miniati cassinesi, ai preziosi e rarissimi incunaboli. Il più illustre dei suoi abati fu forse Desiderio (il futuro Papa Vittore III) che alla fine dell'XI secolo fece ricostruire completamente l'abbazia ed ornò la chiesa di preziosissimi affreschi e mosaici, il cui riflesso si può ancora oggi scorgere in quelli che lo stesso abate fece eseguire in Sant'Angelo in Formis. Dalla Chronica Monasterii Casinensis sappiamo che l'abate Desiderio impiegò sforzi e capitali notevoli per la ricostruzione della chiesa abbaziale, compiuta in soli cinque anni (1066-71), utilizzando materiali lapidei provenienti da Roma e facendo venire da Bisanzio anche mosaicisti e artefici vari. La maggior parte della decorazione, della chiesa e dei nuovi ambienti del monastero successivamente riedificati, era costituita da pitture, oggi in maggior parte perdute, di cui conosciamo soltanto alcuni soggetti, come le Storie dell'Antico e Nuovo Testamento nell'atrio, di cui si conservano interamente i tituli scritti dall'arcivescovo di Salerno Alfano. Il ricorso a mosaicisti bizantini era motivato, come leggiamo nella Chronica, poiché: «da più di cinquecento anni i maestri latini avevano tralasciato la pratica di tali arti e per l'impegno di quest'uomo ispirato ed aiutato da Dio esse furono rimesse in vigore in questo nostro tempo», inoltre, «affinché la loro conoscenza non cadesse ancora oltre in oblio in Italia, quell'uomo pieno di sapienza decise che molti giovani del monastero fossero con ogni diligenza iniziati in tali arti. Tuttavia non solo in questo campo, ma anche per tutti i lavori artistici che si possono compiere con oro, argento, bronzo, ferro, vetro, avorio, legno, gesso o pietra, fece venire i migliori artisti selezionati dai suoi monaci». |
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Casamari L' Abbazia di Casamari è uno dei più importanti monasteri italiani di architettura gotica cistercense. Fu costruita nel 1203 e consacrata nel 1217. Si trova nel territorio del comune di Veroli, in provincia di Frosinone. Essa fu edificata sulle rovine dell'antico municipio romano denominato Cereatae, perché dedicato alla dea Cerere. Il nome Casamari è di origine latina e significa "Casa di Mario", patria di Caio Mario, celebre condottiero, sette volte console e avversario di Silla nella guerra civile dell'88 a.C.. Con
la decadenza dell'Impero romano e le susseguenti invasioni barbariche
Cereatae-Casa Marii subì le stesse sorti di decadimento di
Roma, fino a quando i monaci benedettini nell'XI secolo s'insediarono
nel luogo e vi fondarono l'abbazia.La
"Cronaca del Cartario" o "Chartarium Casamariense"
redatto dal monaco casamariense Gian Giacomo de Uvis per conto dell'abate
affidatario riporta le notizie riguardanti la fondazione dell'abbazia
stessa.
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Vicalvi Situato
alla sommità di un colle che domina le valli del Fibreno
e di Comino, a circa 600 metri di quota, il castello di Vicalvi
ha origini longobarde e risale al secolo XI, quando fu costruito
su mura megalitiche preromane, probabili resti dell'antica Alba
degli Equicoli. Nel 1191 il castello fu visitato dall'imperatrice
Costanza e nel 1208 dal Papa Innocenzo III. |
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Castello d'Avalos di Monte San Giovanni Campano Il castello di Monte San Giovanni Campano per la sua posizione strategica fu per due secoli – dal Mille al Duecento -, lungamente conteso da feudatari, vescovi, imperatori e papi. Prime notizie relative al castello di risalgono ai primi decenni dell’XI secolo, feudo di una qualche famiglia ma posto sotto il controllo dei potenti vescovi di Veroli. In questo periodo il borgo, già munito di un poderoso fortilizio, era denominato da Castelforte. Nella seconda metà del Mille per intervento di Roberto il Guiscardo il feudo passò ai conti d’Aquino, cui rimase per oltre tre secoli e nel 1153 con papa Eugenio III, fu posto sotto la protezione della Chiesa. In questo periodo i d’Aquino provvidero alla fortificazione del borgo con una poderosa cinta muraria composta da oltre 14 torri e alla costruzione del castello che resistette agli assalti di Guglielmo il Malo, di Federico Barbarossa e nel 1186 dell’imperatore Enrico VI. Nel 1243, prigioniero del padre, Landolfo, vi venne confinato per due anni san Tommaso d’Aquino che, secondo leggenda, riuscì a scappare da un balcone. Alla metà del Quattrocento per quasi un decennio il castello fu confiscato da papa Martino V Colonna ma ritornò ai d’Aquino poco dopo e, a seguito di matrimoni passò agli Aragonesi e quindi nell’orbita del Regno di Napoli. Nel 1495 il castello subì un devastante attacco delle truppe angioine di Carlo VIII e agli inizi del XVI secolo, confiscato da papa Alessandro VI, fu donato a Rodrigo Borgia. Nel 1568 il castello divenne centro del nuovo ducato d’Aquino d’Avalos creato da papa Pio V ma nel 1595 papa Clemente VIII Aldobrandini lo acquistò per essere nuovamente sotto il controllo di Roma e rafforzare il confine meridionale dello Stato della Chiesa. Nel 1798 borgo e castello furono occupatati dalle truppe francesi e a metà dell’Ottocento vennero coinvolti nei moti risorgimentali. Nel 1915 un terremoto danneggiò gravemente il vecchio castello. Il castello sorge nella parte più alta del paese e risale, nelle sue fasi costruttive all’XI e al XIII secolo. E’ distinto in due nuclei, il primo di chiara funzione militare costituito da due torrioni e costruzioni per l’alloggiamento delle truppe; l’altro costituito dal palazzo feudale e luogo di residenza del castellano di cui rimangono due torri, una parte del recinto turrito ed il palazzetto residenziale. Sono inoltre presenti il mastio, alto quasi venti metri e con mura alla base spesse tre metri e una torre pentagonale, tra loro collegate da un passaggio coperto. Buona parte del castello, dalle mura alle torri fino ad alcuni elementi decorativi, crollarono o furono gravemente danneggiati per il terremoto del 1915. All’interno del castello, attraverso un giardino si giunge alla cappella, un tempo la cella di reclusione di san Tommaso, ove secondo tradizione vi fu rinchiuso san Tommaso. Notevoli le decorazioni dell’interno, risalenti al periodo dei conti d’Asquino d’Avalos, e costituite dai pavimenti in piastrelle in cotto smaltate del Cinquecento, ad una tela del pittore napoletano Solimena, ed alcuni affreschi.
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| info
sul viaggio organizzato per i Soci di Palladio |
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l'approfondimento di Palladio
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| Castelli e Abbazie del Lazio | ||
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| domenica 24 febbraio 2008 | ||
| Prenotazione obbligatoria entro il 14/02/2007 |