Le
origini della città sono avvolte
nel mistero ma è abbastanza sicuro
che la zona fosse popolata già nell'epoca
neolitica da popolazioni italiche. Secondo
una tradizione italica citata nella letteratura
antica (Strabone, Plinio, Festo) la città
venne fondata da un gruppo di Sabini, che
vennero guidati da un picchio, uccello sacro
a Marte durante una delle loro migrazioni
detta ver sacrum.
Nel
299 a.C. si alleò con i Romani contro
gli Etruschi, Galli e Sanniti e nel 269
a.C. divenne Civitas Foederata a Roma. Nel
91 a.C. si ribellò a Roma insieme
ad altre genti italiche e dette vita alla
Guerra Sociale. Nell'89 a.C., dopo un lungo
assedio, il generale romano Gneo Pompeo
Strabone conquistò la città,
trucidando i capi della rivolta e mandando
in esilio parte dei suoi abitanti. Giulio
Cesare nel 49 a.C. la designò capitale
della regione dandole l'appellativo di Picenum.
Ai tempi di Augusto, divenne la capitale
della quinta regione italica, più
tardi nel III secolo d.C. fu eretta a provincia
autonoma con il nome di Picenum Suburcarium.
Nell'alto
medioevo subì la decadenza economica
e le razzie dei barbari, tra cui quella
dei Goti di Totila e dei Longobardi di Faroaldo
(578). Per
due secoli fu sotto il dominio longobardo
del Ducato di Spoleto, (593-789), finché
non passò sotto il controllo dei
Franchi scesi in Italia al seguito di Carlo
Magno. In questi secoli si accentuò
il potere dei vescovi tra cui Corrado II
che con apposito diploma concede al feudatario
vescovo Bernardo I nel 1037, il diritto
di Zecca.
Nel
periodo la città viene trascinata
in più occasioni nella più
vasta lotta per il predominio in Europa
tra guelfi e ghibellini. Nel
1183 si costituisce in Libero comune, conoscendo
però il saccheggio e la distruzione
ad opera delle armate imperiali di Federico
II. Le libertà municipali sono minate
dalle lotte di fazione tra le famiglie più
in vista, tra cui il Signore Andrea D'Acquaviva
e più tardi Ladislao I - re di Napoli,
Conte Carrara, che finiscono per aprire
la strada a personaggi ambiziosi come Galeotto
Malatesta (XIV secolo) che viene cacciato
da una rivolta e in seguito a Francesco
Sforza che instaura una crudele dittatura
(XV secolo) che viene abbattuta nel 1482,
anche se Ascoli è costretta a riconoscere
la sovranità della Chiesa.
Ascoli
Piceno è una delle città
monumentali d'Italia: il suo centro storico
è interamente costruito in travertino,
una roccia sedimentaria calcarea estratta
dalle cave del territorio, ed ha come fulcro
la rinascimentale piazza del Popolo dove si
trovano alcuni degli edifici più importanti
tra i quali il palazzo dei Capitani, lo storico
Caffè Meletti e la chiesa di San Francesco.
Altro fulcro cittadino è lo spazio
urbano di piazza Arringo, la piazza più
antica di Ascoli, dove si elevano il medioevale
battistero di San Giovanni, la cattedrale
di Sant'Emidio, che racchiude al suo interno
la cripta dedicata anch'essa al santo patrono.
Vi sono inoltre il palazzo Vescovile, il
palazzo dell'Arengo, sede della pinacoteca
civica e di alcuni uffici comunali.
Non solo le piazze, ma anche le strade
ed i vicoli di impronta schiettamente medievale
contribuiscono a caratterizzare il centro
storico come via Pretoriana, via di Solestà,
via delle Stelle, via Soderini, via del
Trivio, antico cardo e corso Mazzini, decumanus
maximus, che attraversa da ovest ad est
il centro urbano.
Tra i monumenti
sono da ricordare: il ponte Romano di Solestà,
uno dei pochi in Italia, visitabili anche
al suo interno, le rovine del teatro romano,
le grotte dell'Annunziata, ciclopica costruzione
del periodo romano, la Fortezza Pia ed il
Forte Malatesta, il palazzetto Longobardo
con la torre degli Ercolani, una delle poche
torri superstiti tra le decine che compaiono
nelle cronache medioevali, in ricordo delle
quali Ascoli ha il soprannome di Città
delle cento torri.
L’itinerario
ci farà visitare le più importanti
testimonianze dei secoli ascolani.
Cattedrale
di Sant'Emidio - Duomo della città,
dedicato al santo patrono, racchiude la
stratigrafia di architetture che vanno dal
V al XVI secolo. Si mostra su piazza Arringo
con la facciata di Cola dell'Amatrice ed
ospita al suo interno la cripta di sant'Emidio
ed un pregevole polittico di Carlo Crivelli.
Cripta di Sant'Emidio – Accoglie,
nello spazio sotterraneo del duomo di Ascoli,
i resti del patrono ascolano e dei suoi
discepoli custoditi all'interno del sarcofago
di epoca romana, dell'età di Marco
Aurelio. Fu costruita nell'XI secolo per
ospitare le reliquie del santo qui trasportate,
dalle catacombe di Campo Parignano, dall'allora
vescovo Bernardo II.
Battistero di San Giovanni - Semplice ed
austero nella sua forma di architettura
sacra di gusto romanico è costruito
interamente in travertino ed annoverato
tra i monumenti nazionali italiani. Al suo
interno vi sono una vasca circolare, del
V secolo, per il battesimo ad immersione
ed un fonte battesimale su colonna tortile.
Chiesa di San Francesco - Questa chiesa
è considerata una delle migliori
opere italiane di architettura francescana,
nonché l'edificio religioso francescano
più rappresentativo della regione
Marche. Si eleva al centro di un complesso
monumentale cui si aggiungono anche due
chiostri. È caratterizzata da un
gruppo absidale di raro modello architettonico.
Tempietto
di Sant'Emidio alle Grotte – Questo
tempio è uno dei monumenti più
importanti della città e ben rappresenta
l'arte barocca delle Marche. Progettato
da Giuseppe Giosafatti ed ispirato allo
stile di Pietro da Cortona e di Gian Lorenzo
Bernini fu eretto come ex voto in onore
del patrono di Ascoli per aver preservato
la città dai danni del sisma del
1703.
Chiostro
Maggiore di San Francesco – Fu costruito
nell'anno 1565, per munificenza del signore
ascolano Vincenzo Cataldi. La sua struttura
è preceduta da un portico del 1300.
Il suo spazio si apre in un'ariosa area
quadrangolare ed appartiene al complesso
della chiesa di San Francesco.
Palazzo
del Governo detto anche palazzo san Filippo,
è considerato tra gli edifici di
maggiori dimensioni della città.
La sua facciata occupa l'intero lato est
di piazza Fausto Simonetti ed ospita la
sede della Prefettura.
Palazzo dell'Arengo - Palazzo che risale
alla fine del XII secolo costituito dall'accorpamento
del palazzo del Comune e dall'Arringo. All'interno
ha sede la pinacoteca cittadina ed alcuni
uffici comunali, tra cui quello del Sindaco.
Palazzo dei Capitani del Popolo - Affacciato
su piazza del Popolo si distingue per la
sua elegante torre merlata medioevale a
fianco dello storico caffè Meletti.
Costruito fra il XIII ed il XIV secolo con
l'unione di tre edifici separati da due
rue.
Palazzo Bonaparte - Completamente diverso
da tutti i palazzi gentilizi coevi della
città rappresenta uno dei migliori
esempi dell'architettura rinascimentale
ascolana. Le sue mura esterne sono riccamente
intessute da pietre intagliate che adornano
sia le porte d'ingresso che tutte le finestre.
Torre
degli Ercolani - Fu costruita tra il XII
ed il XIII secolo, seguendo i canoni delle
torri gentilizie, ed è considerata
la più antica della città.
All'epoca la torre era intesa come una trasposizione
urbana del castello, luogo in cui la consorteria
si asserragliava in caso di pericolo.
Teatro
Ventidio Basso - Opera realizzata da Ireneo
Aleandri di Sanseverino tra il 1840 ed il
1846. Si mostra con la facciata neoclassica,
in travertino, arricchita da un colonnato
centrale in ordine ionico.