programma
Domenica
15 Aprile
Itinerario
alla scoperta delle ville vesuviane, una
splendida realtà poco conosciuta,
tappa nel passato del Grand Tour. Avremo
modo di visitare alcune tra le più
belle residenze storiche private sorte lungo
la costa tra Ercolano, Portici e Torre del
Greco, lungo il Miglio d'Oro nell'incantevole
scenario alle falde del Vesuvio.
Il
Real Palazzo di Portici, costruito nel 1740
da Antonio Medrano e Antonio Canevari per
Carlo III di Borbone e Maria Amalia di Sassonia.
La realizzazione del nuovo palazzo reale,
di dimensioni non vastissime, stimolò
la costruzione di numerose altre dimore
storiche nelle vicinanze (le Ville Vesuviane
del Miglio d'oro), nate col fine di ospitare
la corte reale che non poteva essere ospitata
pienamente nella reggia porticese. L'edificio
è di pianta assai complessa e si
imposta attorno un grande cortile ottagonale
allungato aperto verso la città e
attraversato dalla strada regia. Venne fatto
costruire dal sovrano Carlo III, come palazzo
reale per la dinastia dei Borbone di Napoli,
prima della costruzione della più
imponente Reggia di Caserta. Il via ai lavori
fu dato nel 1738 con un progetto architettonico
commissionato ad Antonio Canevari, richiamato
in Italia proprio da Carlo di Borbone per
dare seguito, assieme ad altri architetti
di fama dell'epoca, al suo ambizioso programma
di opere pubbliche e di rappresentanza nel
Regno di Napoli. Tra
gli altri artisti che lavorarono per la
costruenda reggia vanno ricordati il pittore
Giuseppe Bonito che decorò le sale
del palazzo e lo scultore Joseph Canart
che, operando con marmi di Carrara allestì
le opere scultoree del parco reale.
Visiteremo
gli interni della famosa Villa Campolieto,
uno degli esempi più significativi
del rococò napoletano, che è
stata recentemente restaurata. La villa
sorge in posizione panoramica sul lato rivolto
al mare dell'allora strada regia per le
Calabrie, nel tratto divenuto poi noto come
Miglio d'oro per la presenza di questa ed
altre dimore nobiliari di epoca borbonica.
L'impianto planimetrico è quadrangolare,
con quattro corpi separati dai bracci di
una galleria centrale a croce greca, con
al centro una cupola illuminata da quattro
finestre ovali. La villa fu fatta edificare
a partire dal 1755 da Lucio di Sangro, duca
di Casacalenda, che commissionò la
progettazione ed esecuzione dell'opera a
Mario Gioffredo; qualche anno dopo, per
contrasti sorti tra l'architetto e i duchi
Casacalenda, questi ultimi gli revocarono
l'incarico, nonostante fosse ad uno stadio
avanzato dei lavori. In un primo momento
fu chiamato a sostituirlo l'architetto Michelangelo
Giustiniani, ma poi l'opera fu affidata
a Luigi Vanvitelli che diresse i lavori
dal 1763 al 1773, dando così la propria
impronta con l'esecuzione di poche ma sostanziali
modifiche al progetto originario; dopo la
sua morte, gli subentrò il figlio
Carlo, che portò a compimento la
fabbrica nel 1775.
Passeremo
poi a villa Ruggiero. La villa fu costruita
dal barone Enrico Petti nella seconda metà
del 1700 e si ha notizia certa che, dal
1863, divenne proprietà dei Ruggiero
fino al 1985 quando fu acquistata e restaurata
dall'Ente per le Ville Vesuviane. Gli ambienti
del piano nobile presentano eleganti affreschi
di vario soggetto ed in particolare quelli
della galleria hanno un ricco apparato decorativo
dove tra tralci di vite e fiori che rispecchiano
i colori della natura circostante, si alternano
variopinti vasi di fiori e frutta con particolare
riferimento alle quattro stagioni e ovali
di gusto pompeiano. Dal cortile si accede
alle antiche scuderie dove sono visibili
tutti gli elementi in piperno ancora ben
conservati come gli abbeveratoi e la mangiatoia.
lA
breve distanza giungeremo alla bella Villa
Signorini, altro gioiello dell’architettura
settecentesca delle ville vesuviane, le
cui sale del piano nobile sono decorate
da affreschi di pregevole fattura che ci
ospiteranno per il nostro pranzo.
Infine,
a breve distanza sul
mare, i suggestivi Bagni della Regina, voluti
da Ferdinando IV e i resti della villa d'Elboeuf,
la prima, in ordine cronologico, delle 122
ville vesuviane del Miglio d'oro. Fu fatta
costruire nel 1711 dal duca d'Elboeuf, su
disegno di Ferdinando Sanfelice. L'edificio,
di pianta rettangolare, si sviluppava su
due piani, con una loggetta dalla parte
del Vesuvio e due terrazze sul mare, una
verso Torre del Greco ed una verso Napoli.
Pochi anni dopo la fine della costruzione,
nel 1716, il palazzo fu ceduto a Giacinto
Falletti, duca di Cannalonga; nel 1738 ospitò
Carlo di Borbone, che si innamorò
di quei luoghi e fece costruire nelle vicinanze
la Reggia di Portici. Nel 1742 il re acquistò
la villa dagli eredi del Falletti, trasformandola
in dependance della reggia, della quale
costituiva anche l'approdo dal mare. Successivamente
Ferdinando IV ampliò il complesso
facendo costruire il bagno della regina,
un emiciclo a due piani di gusto neoclassico
affacciato sul mare.
A
fine visite partenza per Roma