programma
Venerdì
9 Marzo
Partenza
alle ore 7.00 in pullman per le Marche.
Arrivo
in tarda mattinata a Urbino ed inizio delle
visite. Urbino, la capitale del Montefeltro,
è un vero gioiello urbanistico reso
tale per volontà di Federico da Montefeltro.
Gli
interventi del duca - mecenate diedero alla
città l'immagine ideale che tuttora
conserva e che le permisero di guadagnare
un posto al fianco di capitali dell'arte
quali Roma e Venezia. Nel 1998 il centro
storico è stato nominato patrimonio
dell’Unesco.
Visiteremo
la Galleria delle Marche, che ha sede nel
Palazzo Ducale, una volta dimora dei duchi.
Palazzo Ducale venne definito nel Rinascimento
come uno dei più bei palazzi principeschi
d'Italia. Costruito in larga parte all'epoca
di Federico da Montefeltro, con la sovrintendenza
di vari architetti tra cui spiccarono Luciano
Laurana e Francesco di Giorgio Martini,
era spesso descritto come uno dei più
straordinari palazzi principeschi d'Italia,
con una biblioteca senza pari e sterminate
raccolte di dipinti, sculture (antiche e
moderne), bronzetti, argenterie, arazzi,
cuoi dipinti, mobili intarsiati. La sezione
più celebre è legata al Rinascimento
urbinate, con due opere di Piero della Francesca
ed altre degli artisti della corte di Federico
da Montefeltro, oltre a un importante nucleo
di opere del primo Cinquecento, tra cui
lavori di Raffaello, e del Seicento, con
i lavori di Federico Barocci. All'ultimo
piano è conservata una cospicua collezione
di ceramiche. Gli appartamenti del Duca
Federico e la sala del Trono in particolare,
serbano capolavori di Raffaello, Tiziano,
Piero della Francesca e Paolo Uccello. Si
conservano la celebre tavola della Città
Ideale, paradigma e modello del Rinascimento
e il famoso Studiolo ligneo del Duca.
A
fine visite trasferimento in albergo, cena
con menu del territorio e pernottamento.
Sabato
10 Marzo
Giornata
in visita all'intero territorio del Montefeltro.
Visita
del Borgo di San Leo, uno tra gli scenari
più celebri d’Italia. Città
d'arte, da sempre capitale storica del Montefeltro
(antico nome di San Leo fino al XII secolo),
luogo di passaggio di San Francesco e Dante,
prigione di Felice Orsini e di Cagliostro,
San Leo ha avuto anche l'onore di essere
capitale d'Italia o, meglio, del Regno Italico
di Berengario II, il quale fu sconfitto
a Pavia nel 961 d.C. da Ottone I di Sassonia
e che poi si rifugiò a San Leo, dove
resse l'assedio per due anni prima di cedere
all'avversario. Nel 1441 il giovanissimo
Federico da Montefeltro fu autore di un'intraprendente
scalata del forte. Per tenere testa alle
nuove tecniche militari egli fece riedificare
la rocca affidando il compito all'ingegnere
senese Francesco di Giorgio Martini. La
nuova struttura permetteva una controffensiva
dinamica, garantendo direzioni di tiro incrociate.
Per garantire questa condizione i lati della
rocca erano dotati di artiglieria e le vie
d'accesso vennero rese non raggiungibili
dal fuoco nemico grazie ad avamposti militari.
Nel 1502 Cesare Borgia,
con in sostegno di Papa Alessandro VI, si
impadronì della rocca. Alla morte
del pontefice, nel 1503, Guidobaldo da Montefeltro
riprese il possesso dei suoi domini. Nel
1516 le truppe fiorentine, sostenute questa
volta da Leone X e guidate da Antonio Ricasoli
penetrarono nella città e requisirono
il forte.
Sino
alla devoluzione allo Stato Pontificio dal
Ducato di Urbino, nel 1631, San Leo appartenne
dal 1527 ai Della Rovere. Con il nuovo possesso
la funzione dell'edificio passò da
rocca a carcere, le cui celle erano ricavate
dagli alloggi dei militari. Fra i reclusi
che vi furono imprigionati spiccano i nomi
di Felice Orsini e del pensatore palermitano
Cagliostro. Nel 1906 la fortezza cessò
di essere un carcere e per otto anni, fino
al 1914, ospitò una "compagnia
di disciplina". Nella rocca sono presenti
due parti abbastanza distinte: il mastio,
che con i suoi torricini quadrati e l'ingresso
gotico è la parte più antica
e l'ala residenziale, i torrioni rotondi
e il muraglione a carena con beccatelli
che li collega, di fattura più recente.
I due torrioni, il muro di cinta e il mastio
delimitano inoltre la cosiddetta Piazza
d'armi
Suggestivi
il Duomo romanico e la Pieve dell'VIII sec.
Nel
pomeriggio visita di Sassocorvaro, affacciato
sulla valle del Foglia, dove sorge la celebre
Rocca Ubaldinesca, edificio dalla singolare
pianta a vascello che conserva una importante
collezione pittorica. Questa rocca fu la
sede del salvataggio di oltre 10.000 opere
d'arte (tra cui la Tempesta del Giorgione,
la Città ideale e molte altre opere
di famosi artisti tra cui Raffaello Sanzio,
Piero della Francesca, Carlo Crivelli) che
furono nascoste negli anni 1943-1944 dal
Sovrintendente alle belle arti di Pesaro
e Urbino, Pasquale Rotondi, per evitare
che fossero trafugate dai nazisti in fuga
verso la Germania.
Infine
sosta all’intatto Borgo di Macerata
Feltria, posto in una verdissima e incontaminata
valle.
A
fine visite trasferimento in albergo, cena
con menu del territorio e pernottamento.
Domenica
11 Marzo
Seconda
parte della visita di Urbino. Il centro
storico, punto di arrivo di una pittoresca
rampa elicoidale, ospita l’antica
Università, la casa natale di Raffaello,
la splendida chiesa gotica di San Domenico
e il Duomo, voluto da Federico di Montefeltro.
Di
ritorno verso Roma sosteremo ad Urbania,
dove ammireremo il Palazzo Ducale, progettato
da Francesco Di Giorgio Martini nel 1470
e la villa del Barco Ducale, luogo di caccia
dei duchi di Urbino e ritrovo di poeti ed
artisti.