programma
Sabato
21 Aprile
Un
fine settimana alla scoperta delle tetsimonianze
dell'arte e dell'architettura romanica nel
litorale marchigiano.
Inizieremo
con la visita della Pieve di San Marone
a Civitanova Marche.
Proseguiremo lungo la costa verso nord dove
incontreremo la splendida chiesa di Santa
Maria di Portonovo, uno tra i gioielli romanici
della marca anconetana. Sorge su un piccolo
rialzo roccioso che si protende nel mare
ed è lambita dal verde della macchia
mediterranea. La struttura architettonica
è suggestiva e singolarissima, fusione
di croce greca, pianta basilicale e chiesa
a cappelle parallele. Le mura esterne sono
in pietra bianca del Conero, mentre il pavimento
interno è costituito da pietra gialla
e cotto. Nella parte bassa dell'edificio
si trovano alcune monofore, mentre nella
particolarissima cupola a pianta ellittica,
di taglio bizantino, si trovano bifore.
La chiesa sorse come
luogo di culto di un monastero benedettino,
che raggiunse una notevole importanza nelle
Marche medievali e che infine fu distrutto
nel 1320 a causa di una frana scesa dal
monte Conero. Abbandonata dai monaci, la
chiesetta non fu usata per molti secoli,
cosa che la protesse da modifiche e manomissioni.
Nel XIX secolo fu oggetto di un magistrale
restauro ad opera di Giuseppe Sacconi, ultimato
sotto il soprintendente Luigi Serra.
Pranzeremo
nel borgo marinaro di Numana, posto nel
Parco del Cònero e proseguiremo con
altre due notevoli testimonianze artistiche
quali la Badia San Pietro a Sirolo, elevata
anch’essa dai Benedettini nel 1038
anche se nelle sue parti ancora romaniche
si riflettono i lavori di ampliamento e
abbellimento eseguiti nel 1203. Successivamente,
a seguito di un incendio, la copertura a
volte originaria venne sostituita da capriate
e la facciata ricostruita. E' a tre navate
su colonne e arcate con capitelli sono di
straordinari fattura. La cripta è
a sette navate e a tre campate su pilastri
e colonnine.
Passeremo poi ad ammirare l'abbazia di San
Pietro al Cònero, posta sulla sommità
del Conero, fra lecci e corbezzoli. Nel
Medioevo il Conero divenne luogo di eremitaggio
e di Comunità religiose. I Benedettini
costruirono due Chiese: una in basso, San
Benedetto ed un'altra in alto, San Pietro.
La Chiesa di San Pietro, una volta andata
in rovina, é stata riedificata dai
Camaldolesi che vi risiedettero fino al
1861. San Pietro conserva ancora forme e
stile dell'antica struttura, bianca e minuscola
come vuole il romanico. L'interno una navata
centrale con la volta a botte e a crociera,
colonne e pilastri sono adornati da capitelli
decorati. Foglie di acanto,bacche di pino,
e motivi floreali sono intessuti nelle pietre.
Sotto il coro si cela la cripta dove si
costudivano le reliquie. I viali ed i sentieri
tracciati dai Monaci sono ancora percorribili
e portano a stupende escursioni.
A
fine visite trasferimento in pullman per
Ancona, sistemazione in hotel (4*) e cena
con menu del territorio. Pernottamento ad
Ancona.
Domenica
22 Aprile
Intera
giornata dedicata alla città di Ancona
dove, oltre all’area del centro storico
visiteremo il Lazzaretto: concepito come
moderna struttura polifunzionale - sia militare
sia sanitaria, come luogo di quarantena
- a supporto delle attività del porto
franco, venne brillantemente realizzata
da Vanvitelli (1733-43). La forma pentagonale
racchiude un cortile interno, imperniato
sul dorico tempietto di San Rocco.
Ammireremo
poi, a conclusione del nostro itinerario
altri due capolavori: il primo, è
Santa Maria della Piazza, sorta su una basilica
paleocristiana del IV-VI secolo, questa
chiesa romanica risale probabilmente al
XII secolo, la sua facciata romanica è
tra le più interessanti della regione,
si sovrappone tripartita al portale strombato
di gusto pugliese, su quattro eleganti ordini
di arcatelle in pietra decorata con inserti
di recupero.
Il
secondo, è la celebre cattedrale
di San Ciriaco, posta sulla scenografica
acropoli della città dorica: è
uno dei maggiori monumenti del romanico
italiano, simbolo della mediazione artistica
adriatica con l’Oriente. Già
dal III secolo a.C. era presente nella zona
un tempio dorico probabilmente dedicato
ad Afrodite, come è stato accertato
dai resti rinvenuti negli scavi del 1948.
Sopra questo tempio è stata costruita,
nel VI secolo una basilica paleocristiana
dedicata a San Lorenzo. Era formata da tre
navate con ingresso verso sud-est (dove
attualmente è presente la cappella
del Crocifisso), alcune parti sono rimaste
nel pavimento in mosaico e nelle mura perimetrali.
Tra il 996 e il 1015 si provvede alla ricostruzione
della nuova chiesa, ampliando l'edificio
ma mantenendo le tre navate. Nel 1017 i
corpi di San Marcellino di Ancona e di San
Ciriaco vengono trasferiti all'interno della
Basilica. Importanti lavori di ampliamento
vengono eseguiti tra la fine del XII secolo
e la prima metà del XIII secolo,
scegliendo di aggiungere un corpo trasversale
a formare uno croce col basilicale primitivo
e di aprire un ingresso verso sud-ovest.
Con questa nuova geniale composizione la
pianta della chiesa viene resa a croce greca,
con transetti absidati e sopraelevati, e
la rivolse al porto
e alla nuova strada d'accesso alla città.
Tra il XIII e il XIV secolo la basilica
viene dedicata a San Ciriaco patrono di
Ancona, martire e, secondo la tradizione,
vescovo della città.
San Ciriaco vanta
una delle più antiche cupole d'Italia.
Di forma ogivale con tamburo dodecagonale
poggiante su una base quadrata decorata
ad archetti, venne alzata nell'incrocio
dei bracci nel XIII secolo, da alcuni attribuita
a Margaritone d'Arezzo (1270)