Una
giornata in Molise, tra monti e boschi che nell'antichità
furono teatro di battaglie tra sanniti e romani,
longobardi, saraceni, normanni...
programma
Domenica
1° Aprile
Il
giorno del 1° Aprile andremo nell’affascinante
Molise, regione montuosa, ricca di boschi
che nell’antichità fu teatro
di lunghe battaglie tra sanniti e romani,
territorio percorso dai longobardi, saraceni,
normanni e dalle truppe sveve.
La giornata si aprirà con una interessante
visita agli scavi del monastero benedettino
di San Vincenzo al Volturno, fondato in
piena epoca longobarda da tre giovani monaci
nell'Alta Valle del Volturno. L'area su
cui nacque il monastero aveva ospitato un
insediamento di epoca tardoromana. Tra il
V e il VI secolo, tra gli edifici oramai
in disuso, fu realizzata una chiesa e un'area
funeraria. Si potranno vedere, attraverso
i resti, le trasformazioni e le vicissitudini
che il grande cenobio visse dall’VIII
all’XI secolo, inoltre ammireremo
i preziosi e celebri affreschi di ispirazione
apocalittica nella cripta dell’abate
Epifanio, risalenti al IX secolo. Gli affreschi
di San Vincenzo al Volturno sono un ciclo
di affreschi del monastero di San Vincenzo
al Volturno, a Castel San Vincenzo (Isernia).
Esempio del movimento pittorico longobardo
beneventano, sono opera di artisti anonimi
legati alla Scuola di miniatura beneventana[1],
realizzati nel secondo quarto del IX secolo.
Dopo il pranzo, nell’incantevole cornice
del lago ai piedi delle Mainarde, la giornata
prosegue continuando ad immergerci nel medioevo
visitando la chiesa rupestre di Santa Maria
delle grotte a Rocchetta, piccolo luogo
sacro tra romanico e gotico che ha mantenuto
uno splendido ciclo di affreschi del XIII
e XIV secolo.
Il
luogo è reso ancor più affascinante
dal fatto che non si hanno notizie precise
sulle origini di questo meraviglioso gioiello
dell’architettura rupestre benedettina
anche se appare evidente che la sua edificazione
sia da collegare alla organizzazione delle
terre di S.Vincenzo dopo la venuta di Paldo,
Tato e Taso nell’VIII secolo.
Verso l’imbrunire, ultima tappa sarà
a Venafro con la visita al castello Pandone,
simbolo della città e costruito in
una posizione difensiva strategic. Il castello
Pandone costituisce oggi uno dei simboli
della città.
Collocato nella zona nord-est della città,
al limite della centuriazione urbana romana,
venne costruito in una posizione difensiva
strategica, in un punto chiave della valle
del Volturno, dove più facile risultava
l'accesso al contado del Molise da chi proveniva
da Napoli. Pandolfo I Capodiferro, riconosciuto
come il restauratore della longobardia meridionale,
concedeva ai monaci di San Vincenzo al Volturno
di poter costruire castelli e difese: la
riorganizzazione urbanistica della città
si deve all’epoca longobarda del X
secolo, quando Paldefredo decise di andare
ad occupare quella parte fortificata dello
spigolo settentrionale della Venafro romana
e di fondare il castello vero e proprio.
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