programma
Sabato
3 marzo
Una
giornata particolare per ammirare una serie
di chiese sconosciute al turismo di massa.
In
nostro percorso inizierà dalla chiesa
di Santa Maria dell’Incoronata, costruita
originariamente per volere di Giovanna d’Angiò.
La
chiesa si trova nei pressi del Castel Nuovo
e rappresenta una delle poche costruzione
medievali ancora esistenti nel tessuto urbano
contemporaneo, all’epoca della costruzione
rientrava in un complesso programma urbanistico
che il re Carlo II d’Angiò
voleva attuare attorno al palazzo reale.
Conserva ancora affreschi di Roberto Oderisi.
In
questa chiesa, oggi sconsacrata, si officiavano
i riti della Spina Corona, le reliquie della
corona di Cristo, che la regina Giovanna
aveva chiesto in dono a Carlo V; il nome
con cui la chiesa è ricordata oggi,
l’Incoronata, si rifà alle
celebrazioni delle regina stessa e del suo
secondo marito Luigi di Taranto.
Si prosegue verso Santa Maria di Monteoliveto,
detta anche Sant’Anna dei Lombardi,
edificata all’inizio del ‘400
e affidata ai padri olivetani da cui prese
il nome. Fu ampliata in modo significativo
sotto Alfonso d’Aragona e poi trasformata
in forme barocche.
Ancora
oggi rappresenta un autentico gioiello riscoperto
dopo lunghi anni di restauro dove sono finalmente
visibili le opere di Benedetto da Maiano,
Desiderio da Settignano, Giorgio Vasari
e un commovente compianto su Cristo morto
in terracotta di Guido Mazzoni. Di notevole
interesse è la Sagrestia interamente
affrescata da Vasari.
Continueremo poi con la visita della chiesa
di Santa Caterina della Spina Corona All’esterno
della chiesa si trova la fontana della Spinacorona
che risale al tempo di Carlo V e presenta
un antico rilievo con la sirena che spegne
le fiamme del Vesuvio.
La
fontana è detta localmente delle
Zizze, proprio per la presenza della sirena,
fu disegnata sa Giovanni da Nola su commissione
di don Pedro de Toledo, uno dei più
potenti e incisivi viceré di Napoli,
e testimonia un passaggio e una prima trasformazione
verso le forme barocche attraverso uno dei
temi tipici della mitologia partenopea,
la sirena, e uno dei simboli della storia
e della cultura partenopee, il Vesuvio.
Infine, si giunge presso la chiesetta di
Santa Maria della Stella alle Paparelle,
edificata da Mormando nel 1519, oggi è
sconsacrata, ma rappresenta un classico
esempio di Rinascimento a Napoli.
A
fine visite partenza per Roma