programma
Domenica
18 marzo
Inizieremo
dalla romana Hispellum, odierna Spello,
grazioso borgo perfettamente preservato.
E' posta sui primi declivi del Monte Subasio
e dopo numerose vicissitudini per volere
di papa Gregorio III nel 1583 passò
sotto il dominio della Chiesa. Passata alla
diocesi di Foligno nel 1799 sotto l'impero
napoleonico venne proclamata Città
nel 1833 da papa Leone XII.
In
Santa Maria Maggiore, nota nell'XI sec.
e terminata nel 1285 si conserva la famosa
Cappella Baglioni affrescata nel 1501 dal
Pintoricchio, unl pavimento realizzato con
pregevoli maioliche di Deruta del 1566 e
due affreschi del Perugino.
Giungeremo
a Montefalco, detta la “ringhiera
dell’Umbria” per la bella posizione
panoramica. E' rinomato punto di riferimento
della regione vinicola in cui si producono
il Sagrantino di Montefalco e il Montefalco
Rosso. Il toponimo Montefalco si deve, secondo
la tradizione, a Federico II di Svevia.
L'imperatore, visitando i luoghi nel XIII
secolo, constatando il gran numero di falchi
presenti nell'area, decise di cambiare il
nome della località da Coccorone
(Cors Coronae) a quello attuale.
Nella
chiesa di San Francesco, incontreremo un
superbo ciclo pittorico, quello degli affreschi
di Benozzo Gozzoli con le Storie di San
Francesco, ma anche affreschi di Antoniazzo
Romano, di Melozzo da Forlì e del
Perugino. La chiesa fu costruita dai frati
minori fra il 1335 e 1338. Il portale risale
al 1555, mentre la bifora sopra a esso fu
aggiunta solo nel 1876, insieme al rifacimento
della facciata. Nel 1863 la chiesa passò
in mano al comune e fin dal 1895 divenne
sede del Museo Civico.
L‘interno
della chiesa è ad una navata con
soffitto a L‘interno della chiesa
è ad una navata con soffitto a capriate
e tre absidi con volte a crociera; a cavallo
tra il XIV e XV sec., sul lato destro furono
aggiunte sei cappelle, poi messe in comunicazione
fra di loro, tanto da creare l‘illusione
di una navata laterale. L‘abside centrale
poligonale è completamente ricoperta
da un ciclo di affreschi di Benozzo Gozzoli
(1452) con "Scene della vita di S.
Francesco“, dopo quello di S. Francesco
di Assisi il ciclo più famoso. La
cripta contiene invece reperti archeologici
dal territorio comunale: fra tutti, merita
la statua dell‘"Ercole Montefalchese“
(II-III sec. d.C.), una grande lastra con
volute froreali (I sec. d.C.), utilizzata
come mensa d‘altare paleocristiano
e altomedievale, e un frammento di bassorilievo,
probabilmente paleocristiano, raffigurante
un pastore appoggiato su un bastone.
Infine
il borgo di Bevagna, la cittadina conobbe
una notevole prosperità in epoca
romana, in particolare nel periodo imperiale:
il suo nome era legato soprattutto alla
produzione di pregiatissime tele, conosciute
appunto come bevagne.
Nel III e nel IV secolo era stata perfino
sede vescovile. La piazza Silvestri è
una delle più armoniose piazze italiane:
di forma irregolare, pavimentata di lastre
di pietra, essa si presenta con un modesto
vano, attorno a cui i monumenti si collocano
distesamente in un pittoresco gioco di rapporti
volumetrici. Su uno dei lati ospita la chiesa
di San. Michele, al di là di una
fontana di forme romaniche collocatavi sul
finire del secolo scorso, la più
piccola chiesa di San. Silvestro, gioiello
dell'architettura romanica, innalzata nel
1195, con il portale che reca sull'arco
preziosi rilievi classicheggianti. Alla
sua sinistra, un arcone la collega al gotico
palazzo dei Consoli (sec.XIII).
A
fine visite partenza per Roma