|
palladio turismo culturale dal 1994 |
![]() |
<
prenota
|
<
news |
<
archivio |
<
scuole |
<
home |
||||||||
..........................................................................................................................................................................................................................................................................................................................................
|
||||||||||||
CONSIDERAZIONI E RIFLESSIONI SULL'ARMENIA
Testo di Renato Tiberti
L’Armenia sembra l’Italia negli anni ’50, tanto da fare
e pochi mezzi a disposizione. Comunque, per quel poco che si è visto,
non manca la volontà per cercare di emergere anche se, come ha detto
il nostro ambasciatore, la posizione geografica di certo non la favorisce,
soprattutto per la mancanza del mare, ma anche questo sembra un particolare
insignificante visto che, a detta della guida, tra gli a Armeni ci sono stati
eccellenti ammiragli, come lo siano diventati è un mistero.
Per approfondire meglio la conoscenza avremmo dovuto avere qualche giorno
in più a disposizione, ma forse avremmo fatto indigestione di monasteri
e di nomi ostici che non riesco ad imprimermi nella testa, vedi Astvatsatsin
(per dire madre di Dio), Echmiadzin (discesa dell’unigenito figlio di
Dio), Tsitsernakaberd (museo del genocidio), ecc. per non dire di Gregorio
l’Illuminatore (che mi ricorda tanto T.A. Edison), infilato in un pozzo
per 12 anni dal re Tiridate, ma che fu assistito da delle donne che gli procuravano
il cibo (forse era un bel giovanotto). Il re, nel frattempo, non avendo altri
divertimenti, per svagarsi pensò bene di stuprare la bella vergine
Hrispimè, poi la sua superiora Gayanè ed infine altre loro 32
consorelle vergini, ma indispettito per l’insuccesso le uccise tutte.
Altre fonti attribuiscono a 11.000 gli insuccessi, se fosse andata avanti
di questo passo avrebbe eliminato tutte le donne del paese!
In seguito a questi incresciosi fatti gli venne una strana malattia: il viso
si trasformò in un muso di maiale, ma forse in effetti lui era tutto
un porco, però sotto i vestiti del re non si può guardare! Sua
sorella e i dignitari di corte preoccupati del futuro dell’Armenia lo
convinsero a farsi curare, guarda caso proprio da Gregorio (Edison), quello
che ci sapeva fare con le donne. Perciò Gregorio fu ripescato dal pozzo
e portato dal re e miracolosamente lo guarì, lasciandogli però
le orecchie da porco, forse come monito per rammentare che il pelo l’aveva
perso, ma qualche vizio evidentemente gli era rimasto. Tiridate riconoscente
si convertì al Cristianesimo e con lui tutta la nazione.
Altro elemento di spicco fu Mesrop Mashtots che inventò l’alfabeto
armeno (che, detto tra di noi, ti confonde la vista a cercare di leggerlo),
e che per complicarsi ancor di più la vita sfruttò le stesse
lettere come numeri, suddividendole in unità, decine, centinaia e migliaia
(come facessero a far di conto lo sa solo Dio). Per questo il popolo riconoscente,
non avendo a disposizione onorificenze come cavaliere o commendatore, li fecero
santi, loro e le vergini, ed in effetti questo è meglio, perché
così vengono insigniti “post mortem” ed in questo modo
non ci possono essere ripensamenti, anche se gli insigniti non possono godere
della nomina. Non contenti del tutto, affinché non si perdesse il ricordo,
gli Armeni diedero incarico a certo Narses il costruttore (doveva essere un
mio lontano antenato) di costruire alcune chiese in loro onore. Costui non
si fece pregare, colse l’occasione al volo e riempì il paese
di chiese e monasteri intitolati ai suddetti santi e vergini, però
non fu fatto santo. Gli antichi la sapevano lunga su tangenti e intrallazzi,
cosa che noi continuiamo a fingere di non sapere e non capire.
Come già accennato prima, l’Armenia assomiglia all’Italia,
cioè paese di artisti, santi e navigatori, per questi ultimi ancora
meglio di noi perché senza mare. Ma una differenza c’è,
in tutto il soggiorno non sono riuscito a trovare una zanzara, mentre da noi
non trovo un posto dove non ci sia una zanzara.
Scusate lo sproloquio, ma mi è venuto spontaneo.
Renato Tiberti
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |
![]() |