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ottobre / dicembre 2005
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i grandi cantieri di restauro in Italia

l'albergo dei Poveri di Napoli

 

 

 

 

 

LA STORIA

L'Albergo dei Poveri sorge nella zona a nord-est del nucleo più antico della città storica. Fu progettato nel 1751 dall'architetto fiorentino Ferdinando Fuga su incarico di Carlo III di Borbone per accogliere e rendere produttiva l'enorme massa d'indigenti che affollava le vie della città ed è il principale intervento pubblico di quegli anni; il gigantesco Albergo doveva infatti ospitare, nelle intenzioni originarie, ottomila persone. Per i circa ottomila poveri che avrebbero dovuto abitare l'immensa architettura sociale era stata prevista una ospitalità coatta, basata sulla ferrea divisione per sesso e per età. L'edificio, strutturato su una pianta rettangolare, doveva estendersi per seicento metri in lunghezza e centocinquanta in larghezza, componendosi di cinque corti in linea di cui una, quella centrale, avrebbe dovuto accogliere una chiesa caratterizzata da quattro navate disposte a forma di 'X'. Il tema della 'separazione' venne affrontato, progettualmente, dal Fuga attraverso un razionale ed innovativo impianto architettonico le cui caratteristiche tipologiche e morfologiche avrebbero precluso la pur minima condizione di promiscuità tra le quattro classi di 'ospiti'. La realizzazione dell'edificio tuttavia fu interrotta prima del compimento del progetto originario; delle cinque corti previste ne furono realizzate solo tre. Le dimensioni, 380 metri nel fronte e 140 nei lati minori, insieme al severo schema compositivo, risultarono comunque tali da conferire all'edificio un peso ed un rilievo di primo piano nel panorama cittadino. Inoltre l'Albergo non fu concepito come un episodio architettonico di grandi dimensioni ma come un vero e proprio pezzo di città; le ottomila persone, ospiti previsti dell'opera di Ferdinando Fuga, avevano a disposizione refettori, cortili, portici, officine, abitazioni e una grande chiesa; la comunità avrebbe potuto svolgere all'interno una sua vita abbastanza autonoma. Questo contribuì a renderlo un oggetto estraneo al pezzo di città in cui si colloca e gli fece mantenere nel tempo quel carattere di fortezza inespugnabile che conserva tuttora. (da www.newton.corriere.it)

IL PROGETTO DI RECUPERO

Il 28 gennaio 2005 la Giunta del Comune di Napoli ha approvato il “Master plan per la realizzazione della Città dei Giovani nel Real Albergo dei Poveri” unitamente al progetto esecutivo di tutte le tipologie di intervento di restauro relativi ai volumi più alti su piazza Carlo III. Con tali approvazioni il recupero dell’edificio monumentale entra in una nuova fase. Mentre sono in corso tutti i cantieri di ricostruzione delle aree crollate e a rischio di ulteriori crolli e i lavori di restauro del lungo fronte su piazza Carlo III, sono in appalto i lavori di sistemazione delle aree innanzi al monumento e della corte centrale. Sono, inoltre, conclusi gli studi di fattibilità per il riuso e numerosi approfondimenti successivi alla prima stesura. L’Amministrazione intende, con la scelta di riuso approvata, favorire il pieno sviluppo della personalità del giovani sul piano culturale e sociale, offrendo, in un unico contenitore, servizi e informazioni, spazi evento, luoghi per il tempo libero e la cultura, spazi per l’ospitalità e l’accoglienza. Nel contempo, s'intende valorizzare e rivitalizzare il monumento che, restaurato, sarà destinato ad essere vissuto ed animato in ognuna delle sue infinite stanze (oltre 430 ambienti mediamente di grandi dimensioni) e in ogni metro quadro dei 20.000 di spazi all’aperto. La “Città dei Giovani nel Real Albergo dei Poveri” non ha uguali per dimensione e rilevanza del contenitore, per varietà delle attività previste, per l’accessibilità del luogo. Intorno alle grandi corti del Real Albergo dei Poveri sarà possibile frequentare corsi di studio universitari o di specializzazione, fare teatro, musica, andare al cinema, accedere ad alloggi e atelier a prezzo contenuto, imparare un lavoro, fare sport, avere informazioni e accedere a servizi di assistenza per lo studio e il lavoro, trovare chi ha voglia di ascoltare, incontrare altri giovani provenienti da altri paesi

Se hai qualcosa da segnalare invia una mail a palladio@srd.it


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