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il porto di Traiano a Fiumicino

questa sezione vi fornisce l'approfondimento relativo all'escursione al porto di Traiano, alla Necropoli e all'Oasi di Porto,

 

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domenica 12 giugno ore 8,30 _______________________ gioielli del Lazio
il porto di Traiano, l'Oasi di Porto e la necropoli dell'isola Sacra

Visita alla bellissima Oasi di Porto, sede dell'antico bacino portuale costruito da Traiano nel I sec. d. C., dalla perfetta e celebre pianta esagonale, luogo dell’arrivo di tutte le mercanzie a Roma da tutto il Mediterraneo. Oltre ad essere un importante sito archeologico, l'area assume oggi anche un grande valore naturalistico che apprezzeremo al meglio con un pittoresco giro su carri trainati da cavalli.

Visiteremo inoltre anche la necropoli dell’Isola Sacra, che conserva, ancora intatte, numerose tombe a camera.


A pochi chilometri da Roma l'Oasi di Porto offre, in una suggestiva cornice naturale, tracce affascinanti del territorio in destra del Tevere, in prossimita' del suo sbocco a mare e della cittadina di Fiumicino. L'elemento caratterizzante l'Oasi di Porto e' l'antico bacino portuale fatto costruire dall'imperatore Traiano , in sostituzione del preesistente Porto di Claudio, aperto sul mare e non piu' utilizzabile per insabbiamento. Si tratta di un'opera imponente, fondamentale per gli approvviggionamenti della Roma Imperiale, dotata di tutte le strutture portuali (magazzini, darsena, ecc.) nonche' di edifici civili e sacri. Dopo la caduta dell'Impero Romano e le invasioni barbariche, il territorio nel periodo medioevale viene via via invaso dalle acque che formarono estese paludi malariche. L'intervento dei pontefici Pio II e Sisto IV non valse al risanamento, mentre alcune famiglie patrizie romane, in epoche piu' recenti, tentarono tale impresa (Panfilo di Pietro, Pallavicino) senza successo. Dopo l'acquisto della tenuta da parte del principe Alessandro Torlonia (1856) la bonifica e la colonizzazione del territorio furono finalmente attuati dal suo seccessore principe Giovanni Torlonia, che opero' anche il recupero delle testimonianze archeologiche in precedente stato di abbandono. Il riscatto del territorio alla vita civile e produttiva porta l'attivita' agricola dell' Agro Portuense a rivestire una posizione primaria nell'ambito dell'economia provinciale e regionale dell'epoca. La famiglia Sforza Cesarini, succeduta da oltre mezzo secolo nella proprieta' alla famiglia Torlonia, ha costituito un apposito Consorzio per la salvaguardia dei valori archeologici e naturalistici del luogo dando vita all' Oasi di Porto (1993). L'Oasi si estende intorno al lago di Traiano, un tempo Porto di Traiano, con i relativi edifici per lo stoccaggio delle merci ( magazzini severiani ), per la manutenzione delle navi (Darsena), per il collegamento al Tevere (fossa traianea). Il bacino, di perfetta forma esagonale, esteso per per 33 ettari, rappresenta oltreche' un'opera d'eccezionale valore storico, un fondamentale punto di sosta privilegiato per gli uccelli migratori acquatici nelle loro lunghe trasvolate tra le regioni mediterranee e quelle nord europee ove avviene la nidificazione (migrazione primaverile) e viceversa (migrazione autunnale). In particolare sono osservabili numerose specie d'anatre, degli svassi, dei cormorani, dei gabbiani e delle rondini di mare che in gran numero frequentano il lago ove sostano in tranquillita' per periodi piu' o meno lunghi.

L'isola sacra é un'isola artificiale che anticamente si chiamava insula portus o portuensis. La necropoli é posta nel settore settentrionale dell'isola dove furono rinvenute circa 150 tombe, al momento non tutte accessibili al pubblico.
La tomba a camera costituisce la tipologia predominante di questa area cimiteriale e tra le sepolture prevalgono quelle ad inumazione, soprattutto a partire dal III sec. d.C., rispetto a quelle ad incenerazione. Degne di rilievo sono la tomba n. 43 e n.100. Nella prima, di età severiana, troviamo un mosaico che rappresenta il faro con due navi e con l'iscrizione, in lingua greca, "qui cessa ogni dolore". La tomba n. 100, che risale al 140 d.C. ca., apparteneva ai coniugi Scribonia Attice e Marco Ulpio Amerimno i quali esercitavano la professione medica: il marito era forse un chirurgo e la moglie un'ostetrica. Da questa tomba provengono, infatti, due rilievi che ci testimoniano l'attività professionale dei due coniugi. Nel primo vengono rappresentati tre personaggi: una donna che sorregge la puerpera che con le mani si sostiene ad una sedia mentre la levatrice, che distoglie lo sguardo, assiste la partoriente. Nel secondo rilievo viene raffigurato un chirurgo, il marito della levatrice, che medica la ferita o pratica un salasso alla gamba di un paziente posta in una bacinella. La professione del medico doveva essere molto praticata nella zona posta alle foci del Tevere perché queste testimonianze sono confermate dai ritrovamenti di numerosi strumenti chirurgici e da riferimenti letterari: Galeno, probabilmente in contatto con i medici di Ostia, in riferimento ad alcune malattie della spalla, parla che queste non erano state riscontrate nella zona di Ostia .

 
  • Prenotazione obbligatoria entro il 9/06.
  • Quota Euro 27,00.
  • App.to in p.le Ostiense, alla fontana del palazzo dell'AEA
  • posti disponibili
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